La relazione Lofaro reca la data dell'8 ottobre 1905, ma si riallaccia ad una controversia che si estende lungo cinque secoli: dalla fine del Cinquecento alla prima metà del Novecento. Oggi per noi l'interesse a questa controversia non è di natura processuale, ma storico. Ed è per questo che l'investigazione di ogni notizia contenuta nei fascicoli processuali superstiti avrebbe potuto fornirci nuovi elementi di conoscenza della nostra storia patria. Purtroppo, a richiesta inoltrata, apprendiamo che i fascicoli processuali della Commissione Feudale facevano parte del patrimonio archivistico distrutto nello sciagurato incendo del 1943 che ci ha privato della nostra storia: se già allora ci fossero stati i modernu tecniici di digitalizzazione, quei documenti si sarebbero salvati. Dispiace riscontrarre una persistente istilitò da parte della amministrazione degli archivi alla duplicazione dei documenti, che è la più sicura garanzia della loro salvaguardia.
• Ad integrazione della pagina 8 della Relazione Lofaro pubblichiamo e commentiamo le singole pagine della sentenza N° 25 dell'8 giugno 1810 emanata dalla Suprema Commissione Feudale e pubblicata nel Bullettino, a stampa nel volume del mese di giugno 1810, p. 226 ss. I fascicoli processuali delle sentenze della Commissione Feudale sono andati purtroppo andati distrutti nell'incendio del 1943 e ciò che oggi ci resta è il solo testo a stampa delle sentenze.
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gli alberi fruttiferi dovessero restare salvi ai possessori; che i censuari che tenessero le loro possessioni nella continuenza di detta Foresta, non fossero molestati, dividendo il canone egualmente con lo assegnarsi una metà al Comune, e l'altra metà al Regio Demanio; che tutto il di più del territorio di detta foresta, così aratorio che boscoso, fosse diviso egualmente dandosi una metà al Comune e l'altra metà al
Regio Demanio
Regio Demanio
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Divisione in massa
Per dare esecuzione all'ordinanza Maffei, veniva delegato l'Agente Ripartitore Emanuele Spina, il quale, con verbale 29 giugno 1811 - approvato dal nominato Regio Commissario -accantonava a favore del Comune di Seminara e suo Casale di Sant'Anna tutto il Terrimento conosciuto sotto il nome di Terre di San Filareto
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Traduzione in Italiano Corrente ed Esegesi Giuridica
1. Traduzione Fluida del Testo
«...[disponeva che] gli alberi fruttiferi dovessero rimanere di legittima proprietà dei rispettivi possessori privati; che i censuari che detenevano le loro possessioni all'interno e in continuità con la suddetta Foresta non dovessero essere disturbati o rimossi dai loro diritti (non fossero molestati), disponendo che il canone d'affitto venisse ripartito in parti uguali, assegnandone una metà al Comune e l'altra metà al Regio Demanio dello Stato. Si disponeva parimenti che tutto il restante territorio della citata foresta, sia nella sua porzione destinata a coltura arativa (aratorio) sia in quella boschiva (boscoso), fosse diviso in parti uguali, devolvendo una metà al Comune e l'altra metà al Regio Demanio.
DIVISIONE IN MASSA
Al fine di dare concreta attuazione pratica all'ordinanza del Commissario Maffei, veniva nominato ed incaricato l'Agente Ripartitore Emanuele Spina. Quest'ultimo, mediante verbale ufficiale redatto in data 29 giugno 1811 — e regolarmente approvato dal menzionato Regio Commissario Maffei — assegnava e accantonava a favore dell'Università (Comune) di Seminara e del suo antico Casale di Sant'Anna l'intero corpo territoriale agricolo (Terrimento) storicamente conosciuto sotto la denominazione di Terre di San Filareto.»
2. Commento Storico-Giuridico e Comparazione Moderna
- La figura del Censuario: Il testo mette a nudo la struttura dei diritti reali nell'Ottocento. I censuari non erano coloni precari, ma coloni stabili protetti dal diritto di non essere rimossi («non fossero molestati»), obbligati al pagamento di un censo enfiteutico. Lo Stato napoleonico decide qui di incamerare e dividere questo censo a metà tra il bilancio municipale e le casse dello Stato centrale, eliminando l'intermediazione ecclesiastica.
- Lo Scioglimento e l'Accantonamento: L'operazione eseguita dall'Agente Ripartitore Emanuele Spina il 29 giugno 1811 costituisce la "Divisione in massa". È l'esatto antenato del moderno riordino fondiario operato dai Commissariati per la liquidazione degli usi civici o dagli uffici regionali. Lo Stato moderno interviene geometricamente per spezzare i diritti promiscui storici (legnatico, pascolo, semina), assegnando una porzione di terra al demanio civico del Comune (per destinarla alla quotizzazione per i cittadini poveri) e garantendo al contempo la stabilità dei diritti dei coltivatori.
Note Diplomatiche e Storiche
- Caratteristiche del Ductus e Struttura: Il foglio è interamente vergato dalla Mano A (scrittura burocratica del 1905). La grafia è regolare, tonda, con lettere ben distanziate e margini specchiati stabili. La transizione tematica verso il nuovo paragrafo è segnalata da tre asterischi grafici posti al centro del foglio.
- Varianti Toponomastiche e Grafiche:
- San Filareto: Si registra una variante fonetica di grande rilievo per la futura catalogazione delle Platee. Rispetto alla pagina 9 dove il copista scriveva «San Filarito», qui al rigo 23 viene impresso chiaramente il toponimo «Terre di San Filareto».
- Terrimento: Al rigo 22 compare il termine arcaizzante «Terrimento», utilizzato nella prosa cancelleresca meridionale per indicare la vasta estensione dei corpi agrari feudali o ecclesiastici, differenziandolo dal più comune «territorio» usato al rigo 8.
- Lessico Giuridico d'Epoca: Si evidenziano i termini burocratici «censuari» (rigo 2), «continuenza» (rigo 3, in luogo di continuità) e la formula istituzionale «Divisione in massa» tracciata in carattere enfatico al rigo 14.
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