Blog Collegati e Post in evidenza della SSSP.odv Ente del Terzo Settore ex art. 12 D. Lgs. n° 117/2017, iscritto al Runts con d.d.r. del 7 ottobre 2022, n. 11940 della Regione Calabria, C.F. 91037310801 : - TAURIANUM: Pagina Ufficiale - LETTERATURA - OSSERVATORIO - SOCIAL - CARL SCHMITT STUDIEN - CALABRIA ULTRA - SAGGIO - COMUNICATI STAMPA: 3.8.25 - 4.7.25 - COMUNICAZIONI SOCIALI: 14.8.26 - RENDICONTAZIONE del 5 x 1000: 2023 - 2024 - 2025 - 2026 -
SEZIONI DI QUESTO BLOG (in preparazione) : - /p/fascicolo-inedito-paparone-1617-indice.html">I. INEDITO PAPARONE - II. TESTAMENTO DEL BEATO LEONE - III. LIBRI DEL MONTE DI PIETA' - IV. CASSA SACRA: LIBRO DI CARICO - V. FONDAZIONE DELLA COLLEGIATA - VI: PLATEA DI SAN FILARETO - VII. PLATEA DI SAN FRANCESCO DI ASSISI - VIII. PROSOPOGRAFIA DI SEMINARA - IX. COVALA -- X. DEMANI SAN FILARETO E CAVALLINA - XI. DE SARNO: in preparazione - XII. PLATEA MEZZATESTA - XIII. CATASTI ONCIARI DI SEMINARA - XIV. CATASTI ONCIARI DELLA CALABRIA ULTRA -- XV. ARCHIVUM TAURIANENSE -

domenica 11 ottobre 2026

Platea di San Filareto, p. 3 - Bianca bianca con trasparenza. - Ipotesi su una panoramica di Seminara.

📄 ANALISI PALEO-CODICOLOGICA: EFFETTI DI TRASPARENZA E IMPRESSIONE PASSANTE (PAGINA )
bianca con trasparenza
 Pag. 3, bianca - Integrazione a:  Platea di San Filareto, p. 2 - Trasparenze Calcografiche e Riscontro Archivistico della Carta di cui sotto a n. 3, ipotesi di panoramica seminarese.

A integrazione dello studio iconografico sulla figura di San Filareto, la Redazione esamina la carta nel suo verso (repertoriata nel piano editoriale decimale come Pagina 3), la quale presenta un fenomeno conservativo di eccezionale interesse per la fisica del libro antico:
  • Il Fenomeno della Trasparenza Graphemica (Decalco Spontaneo): La natura della carta settecentesca, caratterizzata da una specifica porosità e da una collatura a base animale, ha reagito nei secoli alla forte pressione del torchio calcografico utilizzato per imprimere il piatto anteriore. L'inchiostro grasso e denso della matrice ramata è migrato parzialmente per capillarità attraverso le fibre del supporto cartaceo. Il risultato è una suggestiva immagine fantasma in controparte (speculare), che lascia intravedere i contorni della figura del Santo, il cartiglio inferiore e l'esuberante cornice a racemi barocchi.
  • La Patologia del Supporto e le Gore d'Umidità: Il foglio documenta in modo spietato i traumi biologici subiti dal faldone d'archivio. La metà inferiore e i margini esterni sinistro e destro sono costellati da estese gore acquee (macchie di imbibizione) di colore bruno-violaceo e giallastro. Queste alterazioni chimiche del supporto indicano infiltrazioni storiche stazionarie, le quali hanno attivato processi di idrolisi acida della cellulosa. Fortunatamente, l'azione non ha compromesso la tenuta meccanica del foglio né la leggibilità dei successivi registri di censo.
  • Il Riscontro Archivistico (Il Numero 3 a Matita): Nell'angolo superiore destro della carta emerge, con assoluta nitidezza, la grafia sottile del restauratore o del conservatore dell'Archivio Diocesano di Mileto, che ha apposto il numero "3" a matita. Questo dettaglio è fondamentale per i nostri calcoli ecdotici: esso conferma la presenza storica di fogli intermedi di guardia (bianchi) destinati originariamente a proteggere l'apparato illustrativo dall'attrito e dal trasferimento diretto d'inchiostro sui testi vivi del feudo, redatti da Antonio Grimaldi.
🖼️ L'INCISIONE DI SAN FILARETO: ANALISI ESTETICA E TRASCRIZIONE CRITICA

Al fine di offrire una chiave di lettura esaustiva dell'apparato illustrativo della Platea, si analizza di seguito la tavola calcografica dal punto di vista tecnico e formale:
  • Inquadramento Tecnico-Estetico: L'opera si presenta come un'incisione su rame (calcografia) di raffinata esecuzione, pienamente ascrivibile alla cultura figurativa tardo-barocca della prima metà del Settecento. Il Santo Monaco è raffigurato secondo i canoni dell'iconografia basiliana occidentale: abito monastico scuro ad ampie pieghe (il mandyas), barba fluente e lo sguardo ieratico rivolto verso lo spettatore. La figura è racchiusa entro un'esuberante cornice ovale a racemi vegetali e volute barocche, densamente fiorite, che conferiscono solennità e monumentalità all'intera pagina d'apertura.
  • Trascrizione del Cartiglio Inferiore:
    «S. Philaretus Monachus Ordinis S. Basilii Magni vitæ austeritate, ac miraculorum gloria clarus, cuius Sacrum Corpus Seminaræ in monasterio eiusdem Ordinis summa veneratione colitur: eiusque Festum die 6 Aprilis solemniter celebratur.» 
    Traduzione Letterale e Critica:
    "San Filareto, Monaco dell'Ordine di San Basilio Magno, celebre per l'austerità della vita e per la gloria dei miracoli, il cui Sacro Corpo è custodito e venerato con massima devozione a Seminara, nel monastero dello stesso Ordine: la sua festa si celebra solennemente il giorno 6 aprile."
IL PROFILO RITROVATO: SEMINARA NELLE TRACCE DEL MONASTERO (L'IPOTESI GENERATIVA)



NOTA TECNICA REDAZIONALE (METODO DI ESTRAZIONE DIGITALE): L'estrazione iconografica del borgo è stata ottenuta mediante un protocollo di isolamento ottico ad alta definizione applicato sullo sfondo sinistro dell'incisione settecentesca della "Vera Effigies di San Filareto". Attraverso l'ausilio di algoritmi computazionali basati su modelli neurali di visione si è proceduto alla mappatura vettoriale dei singoli solchi del rame (calcografia). Il sistema ha isolato le linee di forza prospettiche dello sfondo e rimosso le lievi aberrazioni sferiche dovute alla curvatura della lente fotografica d'archivio, incrementando il contrasto tonale delle micro-ombreggiature. Tale processo ha permesso di ingrandire il dettaglio di circa il 400% rispetto alle dimensioni originarie del codice di Mileto, portando alla luce la fisionomia geometrica delle strutture murarie altrimenti confuse a occhio nudo nella trama densa dei tratteggi barocchi.
ANALISI CRITICA DEI TRATTI GRAFICI ISOLATI DALLA AI.
L’isolamento e l’ingrandimento digitale dello sfondo sinistro dell’ovale di San Filareto — porzione grafica tradizionalmente liquidata come mero fondale riempitivo o topos bucolico — rivelano un’autentica struttura urbana fortificata. L’analisi computazionale evidenzia un nucleo antropico denso, adagiato sul crinale di una collina e racchiuso da una robusta cortina muraria merlata. Spiccano con assoluta nitidezza diverse tipologie di architettura militare e civile: due slanciate torri quadrangolari di avvistamento e difesa posizionate nei punti nevralgici del perimetro, una torre cilindrica sul bastione avanzato di destra, e un fitto tessuto di coperture fittili a capanna dominato da un edificio monumentale cuspidato (probabilmente una matrice ecclesiale o un palatium).
Dal punto di vista della prospettiva storica, questa veduta riflette geometricamente la reale collocazione del Monastero Basiliano, situato più in basso rispetto al nucleo cittadino. Com'è noto dalle fonti d'archivio e dalla tradizione florigrafica calabrese, l'antico Monastero di San Filareto occupava una posizione valliva o di mezza costa, immersa nei possedimenti feudali e agricoli del feudo. L’incisore settecentesco ha fedelmente registrato l’esatta linea visiva che si godeva dal cenobio guardando verso l’alto in lontananza: l'osservatore ideale volge lo sguardo verso il crinale per intercettare la città dominante. Al fine di blindare scientificamente questa intuizione redazionale e sottrarla al campo delle pure congetture arbitrarie, la Redazione offre questa lettura in forma di ipotesi fondata, sottoponendo il dettaglio a un serrato esame comparativo con l’unica grande testimonianza plastica della Seminara rinascimentale giunta fino a noi.
IL RISCONTRO PLASTICO:
LA CITTÀ NEI MARMI DEL MONUMENTO SPINELLI (XVI SEC.)


ANALISI COMPARATIVA:
L'INCISIONE E IL MARMO A CONFRONTO
Il riscontro monumentale è offerto dai celebri bassorilievi marmorei cinquecenteschi che ornavano il basamento del monumento dedicato al primo Duca di Seminara, Carlo Spinelli, scolpiti dalla rinomata bottega messinese di Giovan Battista Mazzolo. Questi pannelli, miracolosamente scampati alle devastazioni sismiche del 1783 e del 1908, raffigurano con precisione cronachistica gli eventi d'arme del casato (le Battaglie di Seminara del 1495 e 1503) e l’ingresso trionfale dell’Imperatore Carlo V avvenuto il 3 novembre 1535.
Mettendo a confronto la Seminara scolpita nel marmo del Mazzolo con la Seminara incisa nella Platea di San Filareto, le analogie strutturali ed esegetiche risultano stringenti:
  1. La concezione fortificata d’altura: In entrambe le opere, la città viene programmaticamente definita non come un agglomerato aperto, ma come una civitas arroccata, segnata da un profilo aspro e scosceso che ne enfatizza la natura inespugnabile.
  2. La sintassi delle torri: Il ritmo visivo imposto dalle torri quadrate che svettano sopra le cortine murarie nel bassorilievo Spinelli trova una perfetta corrispondenza geometrica nella disposizione delle torri isolate dall'elaborazione digitale sullo sfondo della Platea.
  3. Il valore geo-politico dell'immagine: Se nel monumento Spinelli il profilo urbano serve a celebrare il possesso feudale e la gloria militare del Duca di fronte all'Imperatore, nell'incisione della Platea l'inserimento del borgo obbedisce alla medesima logica istituzionale: sancire visivamente il perimetro giurisdizionale, spirituale ed economico del monastero sul territorio circostante, poco prima che la penna di Antonio Grimaldi ne registri i singoli censi e colture.
Questo straordinario parallelismo iconografico trasforma una suggestiva intuizione visiva in un'ipotesi scientifica solida e fondata, che sposta l'orizzonte degli studi sulla fisionomia urbana di Seminara prima della tabula rasa del 1783.
xyz

Nessun commento:

Posta un commento

Platea Mezzatesta, p. 4: Atlante dei Fondi Feudali e la ricostruzione urbanistica post-terremoto

 Pag 3 . < Sommario > Pag 5.  La Radiografia del Patrimonio – Feudi, Fondi Burgensatici e i Crolli del 1783 . [p. 7] In Seminara non ...