![]() |
| Bianca |
Pagina 1 Numerata Bianca nella Platea.
📜 NOTA CRITICA SU QUESTA EDIZIONE: IL CRITERIO DELLA TRIPLICE NUMERAZIONE DELLA PLATEA.
A beneficio dei lettori, degli storici e dei ricercatori, si esplicita di seguito il criterio ecdotico adottato dalla Redazione della Società Seminarese di Storia Patria.odv per la gestione delle citazioni e della progressione testuale della presente Platea. Al fine di mappare fedelmente la consistenza fisica del manoscritto e consentire al contempo l'avanzamento scientifico della ricerca, questo impianto editoriale si fonda su una Triplice Numerazione:
- La Numerazione Coeva (Originale del 1735): È la numerazione apposta di pugno dal redattore originario del Settecento. Essa segue strettamente l'andamento del testo e dei censi attivi del feudo. Spesso salta i fogli di guardia o le pagine bianche intermedie, concentrandosi unicamente sulla sostanza giuridica ed economica della rendita.
- La Numerazione Archivistica (A matita): È la numerazione apposta in epoca successiva dai conservatori dell'Archivio Diocesano (di cui il numero "1" visibile a matita nell'angolo superiore destro della prima carta bianca costituisce la prima traccia). Questo computo è rigidamente geometrico e conservativo: l'Archivista non tralascia alcuna pagina (sia essa bianca, di guardia o un inserto), registrando la consistenza materiale del faldone per come si presenta alla consultazione.
- La Numerazione Redazionale (Decimale SSSP): È lo standard introdotto dalla nostra redazione, contrassegnato dal numero di pagina seguito dal punto e da un progressivo decimale (es. 1.1, 1.2, 1.3). Questo livello, pur agganciandosi alla numerazione archivistica per non perdere il riscontro fisico del foglio, dichiara la natura prettamente redazionale e critica dello spazio. Ci permette di utilizzare le pagine bianche del codice (come l'attuale Pagina 1) o gli spazi interstiziali per ospitare le nostre Sintesi Ragionate, annotazioni fuori testo, approfondimenti prosopografici o aggiornamenti scientifici, espandibili all'infinito con il progredire delle ricerche senza mai alterare la struttura del codice originario.
- AVVERTENZA METODOLOGICA:
Per evitare ridondanze, laddove la numerazione redazionale coincida con quella archivistica, il numero non verrà ripetuto due volte (non ha senso indicare "Pagina 7 - Pagina 7"). La notazione decimale o codicologica interverrà esclusivamente nei casi di sfasamento o per distinguere recto e verso.
📘 SCHEDA CODICOLOGICA: LA COPERTINA E LO STATO DI CONSERVAZIONE
![]() |
| Prima di copertina |
A corredo dell'analisi dei fogli di guardia esterni, si descrivono di seguito i caratteri materiali della legatura che protegge la Platea di San Filareto:
- Tipologia e Manifattura: La copertina si presenta nello stile tipico dei registri amministrativi ed ecclesiastici del XVIII secolo (legatura coeva rustica in cartone pesante o pergamena flaccida, d'uso comune per i repertori di censi e rendite).
- Qualità e Stato di Conservazione: Il supporto esterno reca i segni evidenti del tempo, dell'usura da consultazione storica e, soprattutto, di una forte esposizione pregressa all'umidità . Questo fenomeno ha generato le caratteristiche bruniture e gli aloni (gore) che si riflettono in trasparenza anche sulle prime carte interne, come la Pagina 1.

Quarta di copertina
Il volume è protetto da una pregevole legatura in piena pelle su piatti rigidi con impressioni a secco simmetriche e cornici a doppio filetto- Prima di Copertina (Piatto Anteriore - Pagina 1.2): Mostra abrasioni e caratteristiche bruniture causate da una pregressa esposizione all'umidità , analogamente alle gore presenti all'interno del codice.
- Quarta di Copertina (Piatto Posteriore - Pagina 1.3): Caratterizzata da una porzione centrale schiarita per l'attrito sugli scaffali e da una severa degradazione del cuoio nell'angolo superiore sinistro.


Nessun commento:
Posta un commento