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domenica 4 ottobre 2026

Demanio comunale di San Filareto e Cavallina, p. 1

INQUADRAMENTO STORICO-CRITICO GENERALE: 

LA RELAZIONE COLARUSSO (1888-1889)


La liquidazione dei demani comunali di San Filareto e Cavallina a Seminara
Il Contesto Istituzionale e la Genesi del Documento

Il volume manoscritto inaugurato in questa sezione custodisce gli atti ufficiali della commissione demaniale straordinaria operante a Seminara tra il 1888 e il 1889. Il documento si apre con la solenne relazione del Regio Commissario, il Cav. Avv. Raffaele Colarusso, nominato con ordinanza dell'11 giugno 1888 dall'Illustrissimo Prefetto della Provincia di Reggio Calabria. Il compito affidato a Colarusso era di natura squisitamente liquidatoria e transattiva: porre fine a decenni di incertezze giuridiche, sanando l'illegittimità dei privati (definiti testualmente "illegittimi acquirenti" o "quotisti") che nel corso dell'Ottocento avevano occupato, frazionato e privatizzato i vasti demani comunali di San Filareto e Cavallina.
La Strategia Giuridica del Comune: Il "Doppio Canone"


La relazione svela la complessa trama burocratica e le accese resistenze dei decenni precedenti (1876-1883). Il Consiglio Comunale di Seminara, nel tentativo di tutelare il patrimonio pubblico senza adire le vie di un traumatico esproprio di massa, aveva stabilito una precisa linea di condotta con le deliberazioni del 1876, 1879 e 1883: ammettere i privatizzatori alla conciliazione e alla legittimazione dei fondi, a patto che accettassero di pagare al Comune il doppio del canone originario a partire dal primo giorno del loro possesso, oltre al rimborso integrale delle spese di procedura e al pagamento del tributo fondiario.
Dopo anni di stallo e il parziale fallimento dei tentativi del precedente agente, l'avvocato Campizi, l'azione di Colarusso riesce finalmente a piegare le resistenze dei grandi proprietari locali (tra cui spiccano i nomi del Cav. Nicola Rossi e del Cav. Giuseppe Sanfedele) e dei piccoli coltivatori.
L'Impatto Economico e Finanziario delle oltre 300 Pagine, seguite da Tabelle.

Il valore documentale delle successive pagine del fascicolo risiede nella straordinaria precisione contabile con cui Colarusso analizza la sanatoria delle quote. I dati riassuntivi presentati nella premessa offrono un quadro chiaro di quello che sarà lo sviluppo del registro:
  • I Soggetti: La conciliazione coinvolge direttamente 17 conciliandi per un totale di 22 quote e mezza di terreno demaniale.
  • Il Guadagno Annuale: Il Comune di Seminara ottiene un incremento immediato della rendita annuale pari a 382,50 lire, trasformando quello che in origine era un cespite quasi nullo (appena 17 lire complessive) in un'entrata stabile.
  • Il Capitale Fondiario Recuperato: Tale rendita, capitalizzata al saggio legale del 5%, determina l'iscrizione a bilancio del Comune di un patrimonio fondiario permanente del valore di 7.750 lire.
  • Il Recupero degli Arretrati: A titolo di risarcimento per il passato, l'Agente Demaniale impone la riscossione immediata di ben 6.070,52 lire di canoni arretrati. Per evitare il tracollo economico delle famiglie dei piccoli proprietari, Colarusso propone saggiamente al Consiglio Comunale di non esigere la somma in un'unica soluzione, ma di concedere una "discreta dilazione" ripartendo il debito in eque annualità.
Struttura del Fascicolo e Modello Editoriale

Le restanti pagine del volume racchiudono la carne viva di questa gigantesca operazione amministrativa: vi si trovano i singoli verbali di dichiarazione dei quotisti, le piante topografiche dei demani frazionati, i quadri sinottici di attribuzione e le ordinanze prefettizie. La pubblicazione progressiva, pagina per pagina, sul modello già collaudato per la causa di Covala, restituirà alla comunità storiografica un censimento prosopografico e sociale di inestimabile valore, illuminando i meccanismi di transizione della proprietà terriera nella Calabria post-unitaria.

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