SEZIONE QUINTA
L'INSIGNE COLLEGIATA DI SEMINARA (1658)
DOCUMENTI PER LA STORIA DELLE ISTITUZIONI CIVILI E RELIGIOSE DELLA PIANA
La Società Seminarese di Storia Patria si avvia a rendere pubblico, in forma digitale e con i criteri dell’edizione critica filologica, il prezioso corpo documentario superstite afferente all'Insigne Collegiata della Chiesa Matrice di Seminara.
L’apertura di questo nuovo cantiere storiografico intende restituire agli studiosi e alla cittadinanza la memoria giuridica e amministrativa di una delle istituzioni più significative dell'età moderna nella Calabria Ultra. Lontana da intenti puramente eruditi o da polemiche contingenti, questa pubblicazione si offre come un rigoroso strumento di chiarezza scientifica e documentaria, fondato sulla certezza delle fonti d'archivio. Esso intende proporsi come la base ideale per un futuro, fecondo dialogo culturale e istituzionale con le autorità diocesane e con la gestione parrocchiale della Basilica, nell'esclusivo interesse della tutela del patrimonio storico comune della Città e della Diocesi.
L’inaugurazione della Sezione prende le mosse da un faldone di eccezionale valore monumentale: l'Atto Fondativo e Transattivo del 16 Ottobre 1658, rogato dal Notaio Marcantonio De Paula.
A beneficio dei lettori e per orientare lo studio dei singoli fogli che verranno analizzati minuziosamente riga per riga, si offre di seguito una prima valutazione d’insieme della struttura diplomatica del fascicolo.
IL FASCICOLO DEL NOTAIO MARCANTONIO DE PAULA (1658)
Prospetto Generale del Documento di Fondazione
(1) L’Unità Documentaria: Il fascicolo, composto da 12 pagine complessive conservate in copia pubblica autenticata, fissa legalmente l'erezione del capitolo dei Canonici della Chiesa Matrice (fissato al numero di otto) e la costituzione della dote monumentale di duemila ducati derivanti dal legato ereditario di Domenico Martello, amministrato dall'erede Don Emanuele de Lauro.
(2) L'Articolazione Giuridica dei Fogli: Sotto il profilo diplomatico, l'atto si dipana attraverso tre macro-momenti logico-formali:
• Fogli 1-3 (L'Incipit e il Quadro Ereditario): Apertura con la datazione solenne («Die Decimo Sexto mensis Octobris 1658») e inquadramento della successione Martello, gravata dall'usufrutto universale della vedova Donna Maria Oliva.
• Fogli 4-8 (La Costituzione dei Capitali): Nucleo economico dell'atto. Viene descritta minuziosamente la conversione dei beni stabili e dei censi in denaro contante per il raggiungimento della dote sacra vincolata al sostentamento del corpo canonicale.
• Fogli 9-12 (Il Protocollo dei Testimoniali e la Chiusura): Clausole di garanzia vicendevole tra l'Università (il Comune) e la famiglia de Lauro, sigillate dalle sottoscrizioni dei testimoni scelti dall'élite togata seminaresi (tra cui Marius de Lauro e Michael de Alessandro).
(3) Il Rilievo Storiografico: Il documento emerge come una fonte imprescindibile per mappare l'interazione continua tra i poteri civili (l'Università laica con i suoi Sindaci ed Eletti) e le autorità ecclesiastiche nella gestione dei grandi patrimoni pii. Al contempo, il testo offre un quadro prosopografico nitidissimo della nobiltà di toga e di spada di Seminara alla metà del Seicento, operando come un pilastro speculare a quanto già analizzato per il cantiere del Monte di Pietà.
La Società avvierà nei prossimi post la pubblicazione sistematica e la trascrizione filologica riga per riga del documento, procedendo per singole facciate geometriche al fine di garantire la massima accuratezza diplomatica.
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