1. Die Decimo Sexto m[ensis] octobris Mil[lesi]mo Sexcentes[im]o quinquages[im]o octavo
2. in Civ[ita]te Seminariae Reg[ni] Neap[olis]
3. In p[rese]ntia n[ost]ra p[redi]cti Testimoniu[m] v[i]r[i] d[omi]ni Allex[and]ri de Franco della d[ett]a Ci[vità]
4. Seu(?) herede proprietario del q[uondam] Dom[eni]co Martelli agens ad d[ict]u[m] Franc[iscu]m pro
5. se heredes cum benef[ici]o dell'una parte et Sa[n]ta Maria de fiore ux[or] del d[ett]o
6. Dom[eni]co herede usufruttuaria e comendataria del d[ett]o q[uondam] Dom[eni]co jure(?) co[m]munes
7. agens ad d[ict]a Sa[n]ta et suos h[e]r[e]des cu[m] benef[ici]o dell'altra parte Civitatis
8. asserendo come d[ett]o q[uondam] Martelli facendosi suo testam[en]to haveve instituito herede
9. Universalem proprietario d[ic]to p[re] d[ict]o de Franco p[er]ter l'altre dispositi[o]ni et deduto
10. usufrutto, nel q[ua]le instituess[e] d[ic]ta uxor herede Sassa(?) Maria, et ordinato
11. di fundarsi con s[u]o fundo Una Collegiata dentro l'altare magg[io]re
12. della Chiesa Matrice di d[ett]a Città ed dote di docati Duimilia di Contanti
13. et molti beni stabili d[en]tr[o] d[ic]to t[er]r[ito]rio d[i] Seminara per ed hov[unque] ordinato che d[ett]o
14. suo herede sia tenuto fare tutte q[ue]lle spese che saranno necessarie
15. p[er] l'erectione di d[ic]ta Collegiata Speditione di Bolle di Canonici et altri
16. co[m]me al d[ic]to Testam[en]to ma[nu]m me[n]s[i] al q[ua]le p[er] jam narrat[is] et habbia
17. in l[itte]re dopo la morte del q[uondam] d[ic]to di Martelli sono favorite alcune
18. differenze tra essi p[er] herede proprietario et herede usufruttuaria
19. q[ua]li si sono compromesse d'ambe esse parti in persona dell'ill[ust]ri Sig[no]ri
20. Mario de Sauvo et Michele dellespandora, d[ic]ti q[ua]li vist[i] et considerat[i]
21. fumo di parere che esse parti adissero a qualche conventione transact[iva]
22. et accordio. Per tanto si sono esse parti conventi che di detta heredità
23. co[nn]elli effetti piu exprissis cioè di Danari g[ra]nti, Sera ogni graj et besti-
24. ame in esequione della Volontà di detto testat[o]re et di mo[lti] altri ordinj.
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- Tipologia di Scrittura: Corsiva notarile meridionale della metà del XVII secolo, caratterizzata da un ductus rapido, legature complesse e frequenti passaggi dal latino al volgare. Tipica del registro di "transazione" vicereale.
- Segnature e Note di Cancelleria: In alto a sinistra compare la datazione cronologica netta (1658). Al centro spicca la numerazione originaria del faldone (2210), poi corretta o integrata. In basso a sinistra sono evidenti le segnature d'archivio storiche della SSSP.odv: Notai di Seminara B. 194 F, 2195.
- Sistema di Abbreviazioni: Presenza massiccia di compendi per troncamento o contrazione (es. m.bris per mensis, Civ.te per Civitate, q.m per quondam, p.ntia per praesentia). Il termine herede o heredità oscilla costantemente tra la grafia latina e quella volgarizzata.
- Nomi Propri ed Entità: Identificazione chiara dei soggetti coinvolti nell'asse ereditario: Allexandro de Franco (erede proprietario), Santa Maria de Fiore (moglie ed erede usufruttuaria), e i due arbitri patrizi scelti per dirimere la lite, Mario de Sauvo e Michele dellespandora.
Nel giorno sedici del mese di ottobre 1658, nella città di Seminara del Regno di Napoli. Alla nostra presenza e di quella dei testimoni, il signor Alessandro de Franco della detta città, in qualità di erede proprietario del defunto Domenico Martello, agendo per sé e per i suoi eredi con beneficio d'inventario da una parte, e la signora Santa Maria de Fiore, moglie del detto Domenico, in qualità di erede usufruttuaria e comendataria del detto defunto Domenico, agendo per sé e per i suoi eredi con beneficio d'inventario dall'altra parte della città; asserendo come il detto defunto Martello, facendo il suo testamento, avesse istituito come erede universale proprietario il già citato de Franco, fatte salve le altre disposizioni e dedotto l'usufrutto, nel quale istituiva la detta moglie. E avendo ordinato che si fondasse, con il suo patrimonio, una Collegiata dentro l'altare maggiore della Chiesa Matrice di detta città, con una dote di duemila ducati in contanti e molti beni stabili situati nel territorio di Seminara e ovunque; e avendo ordinato che il suo detto erede sia tenuto a sostenere tutte quelle spese che saranno necessarie per l'erezione di detta Collegiata e per la spedizione delle Bolle dei Canonici e altre cose, come risulta dal detto testamento a cui ci si riporta per quanto già narrato. Essendo nate, dopo la morte del citato Domenico Martello, alcune controversie tra l'erede proprietario e l'erede usufruttuaria, le parti si sono rimesse al giudizio degli illustri signori Mario de Sauvo e Michele dellespandora; i quali, esaminate e considerate le cose, furono del parere che le parti dovessero giungere a una convenzione transattiva e a un accordo. Per tanto, le suddette parti si sono accordate affinché da detta eredità, con gli effetti più esplicitamente espressi, cioè denaro contante, seta, ogni grano e bestiame, si dia esecuzione alla volontà del detto testatore e a molti altri suoi ordini.
• Il Nucleo della Fondazione: Questo documento rappresenta l'atto originario e la "pietra miliare" giuridica della Insigne Collegiata di Seminara. È di straordinario interesse notare che la fondazione non nasce da un'iniziativa puramente ecclesiastica, ma da un monumentale lascito privato – il Testamento di Domenico Martello del 1658 – che vincola l'erede universale (Alessandro de Franco) a finanziare l'erezione dell'altare maggiore, l'ottenimento delle Bolle pontificie per i Canonici e il mantenimento della struttura con un patrimonio immenso per l'epoca (duemila ducati d'oro contanti, più rendite stabili su seta, grano e bestiame).


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