Sezione VI. Platea di San Filareto
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L'atteggiamento orante del Santo, la reliquia del Braccio e l'iconografia del Patrocinio su Seminara.
La riscoperta dell’incisione calcografica del 1735 non offre soltanto un riscontro scientifico sulla precisione orografica delle mura di Seminara, ma svela una precisa e raffinata impalcatura teologica e giurisdizionale legata alla figura del Patrono San Filareto. Se si osserva l'impianto figurativo dell'antiporta, la postura del monaco basiliano risponde a un canone iconografico ben preciso: il Santo è ritratto in un momento di intensa estasi orante, con il volto barbato rivolto all'indietro e gli occhi saldamente puntati al cielo, immerso nella luce divina che squarcia le nubi. Tuttavia, mentre l'anima e lo sguardo del Santo sono protesi verso l'Altissimo in atteggiamento di supplica, la dinamica corporea si completa con un gesto terreno di straordinaria eloquenza: la sua mano destra è protesa ed estesa verso il basso, indicando nitidamente lo skyline della città fortificata di Seminara che si arrampica sul costone roccioso sottostante.
Questo binomio visivo — gli occhi al cielo e la mano sulla rupe — rappresenta l'atto solenne di intercessione e patrocinio. Sebbene la memoria collettiva contemporanea identifichi il protettore di Seminara unicamente in San Mercurio, la descrizione d'Antico Regime dimostra la sussistenza di un antico sistema a patrocini multipli o concorrenti, comune a molte capitali e città del Vicereame di Napoli. La prova di granito di questo antico legame civico risiede nella presenza storica della principale reliquia anatomica del Santo — un braccio di San Filareto — solennemente custodita e venerata non nel cenobio rurale, ma all'interno della Chiesa Matrice (Insigne Collegiata) cittadina. La conservazione della reliquia nella Matrice certifica lo status formale di San Filareto quale Patrono legittimo della Civitas, il cui braccio teso nell'ovale della Platea fungeva da scudo spirituale e feudale a protezione delle case, dei cittadini e dei diritti agrari dell'Università contro i flagelli della terra e degli uomini prima del catastrofico terremoto del 1783.


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