Pag. 6 – Il Frontespizio Solenne Borbonico
Anno 1735.
REGIA PLATEA REGALIS MONAST: S. PHILARETI De Seminaria ORDINIS S. BASILII MAG.
Regnante Serenissimo
D. CAROLO DE BORBONEO
Neap. Sic. Hierusalem &c.
REGE
D. CAROLO DE BORBONEO
Neap. Sic. Hierusalem &c.
REGE
Tempore Gestus R.mi P. Ab.tis D. Epiphanii Stavischi
Sub quoque Gubernio R.mi P. Expro. Ab.tis D. Philareti Augustini de Mammola
U.J.D. D. Antonio Grimaldi specialiter Delegato confecta.
ANNO DOMINI. 1735
V.I.D. Philarenus de Anile huius Plateae Advocatus
🏛️ 🔎 REGESTO RAGIONATO E COMMENTO CRITICO
Questa singola carta d'apertura condensa l'intero groviglio di poteri ecclesiastici, statali e locali che governavano la Calabria Ultra nel Settecento, offrendo un quadro d'insieme di altissimo rigore documentario:
- Il Monarca e la Sovranità Nuova (Carlo di Borbone): La Platea viene eretta nel 1735, l'anno cruciale dell'incoronazione di Carlo di Borbone come Re di Napoli e di Sicilia. I titoli sussidiari (Neap. Sic. Hierusalem &c.) marcano l'avvento di un regno finalmente indipendente dopo i decenni del vicereame austriaco. I monaci basiliani si appellarono immediatamente al nuovo Sovrano per difendere i propri diritti feudali dalle usurpazioni demaniali.
- La Gerarchia Basiliana (I Nomi dei Padri): Emergono due figure prosopografiche di rilievo. L'Abate Generale in carica, Epifanio Stavischi (D. Epiphanii Stavischi), il cui cognome documenta i profondi legami culturali e religiosi tra il monachesimo italo-greco meridionale e il mondo slavo-ortodosso dell'Europa orientale; e il governatore locale del cenobio seminarese, l'Ex-Provinciale Abate Filareto Agostini di Mammola, mente politica che guiderà sul campo la ricognizione agraria.
- Il Commissario Regio (Antonio Grimaldi): Il testo formalizza il ruolo del Giudice Antonio Grimaldi, qualificato come U.J.D. (Utriusque Juris Doctor) e specialiter Delegato. Egli è il magistrato straordinario inviato da Napoli per costringere i fittavoli di Seminara all'esibizione coatta dei loro titoli di possesso.
- L'Avvocazia Locale (Filareto de Anile): In calce spicca la firma autografa del legale del monastero, V.I.D. Philarenus de Anile. Il nome di battesimo (Filareto) è un indicatore antropologico formidabile: dimostra quanto il culto del Santo Monaco fosse radicato tra le famiglie della borghesia delle professioni di Seminara, tanto da spingere un celebre avvocato cittadino a mettersi alla testa della difesa legale della Platea.

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