Pagina 7 - Atto solenne di autenticazione e convalida regia del Notaio G. A. Lanzo
Coram Infrascritto Domino U.J.D. Don Antonio Grimaldi huius fidelissimae Civitatis Seminariae in Provincia ulterioris Calabriae, comparuere Reverendissimus Pater Eximius Don Philaretus de Agostini de Mammola Abbas Vitalis Monasterii Sancti Philareti ordinis Sancti Basilii Magni Civitatis praedictae, necnon Sacrae Theologiae Magister Admodum Reverendus Pater Don Chrysostomus Scarfò Prior, Admodum Reverendus Pater Don Philaretus Rizzo Procurator, ceterique PP. de Familia eiusdem Venerabilis Monasterii, et exponunt diebus elapsis obtinuisse Regium Assensum Sa. R. Majestatis, eiusque Regii Collateralis Consilii specialiter Delegantis, ac committentis confectionem novae Plateae, sive Universalis Iventarii bonorum omnium dicti Venerabilis Monasterii, in Personam ipsius Domini D. Antonii Grimaldi, pro ut haec et alia magis late patent ex dicto Regio Assensu, quem originaliter producunt: Volentes itaque Comparantes ipsi, quod cum effectu fiat legitimae, et authenticae in ampliori, et legaliori forma, enunciata Platea: Ideo instant, quod observato dicto Regio Assensu per ipsum Dominum Delegatum, citentur omnes interesse habentes, nimirum Debitores certi personaliter vel domi, Ejusdem autem, et interesse habentes, vel quomodolibet praetendentes nec non et possidentes bona Stabilia, continentia, vel limitantia cum Stabilibus praefati Monasterii, per Proclama, vel per affixionem citationum in locis solitis, et consuetis, illius civitatis, aliorumque locorum, ubi bona praedicta sita, et posita sunt, et successive actuariis, scriberis, procedi, et exarari mandavit. Quocirca pro peractis locis comparationibus nomine dicti Venerabilis Monasterii, de quibus pro his latisantes proprietarii firmiter conformatas pronuntiavit praesente... comparationem, et tunc per tunc dative... adversus quos firmiter praecavatur... quibuscumque temporibus quoties opus fuerit, et ita probavit, et iussit, Salvoque iure etc. sed omnia alia meliori modo. Die decima mensis Februarii, millesimo septingentesimo trigesimo quinto, in Civitate Seminariae. Presentibus testibus pro Comparantibus veritatae, et in eadem. Ita est Ego Notarius Joseph Antonius Lanza Civitatis Seminariae, Regia Auctoritate Notarius publicus, et Curiae archiepiscopalis, hic me subscripsi, et rogatus loco soliti signi signavi et in fidem. Ita est Lanza Notarius
Davanti all'infrascritto Signor Dottore nell'uno e nell'altro diritto Don Antonio Grimaldi di questa fedelissima Città di Seminara, nella Provincia di Calabria Ulteriore, sono comparsi il Reverendissimo Padre Eccellente Don Filareto Agostini di Mammola, Abate a vita del Monastero di San Filareto dell'Ordine di San Basilio Magno della predetta Città, insieme al Maestro in Sacra Teologia il Molto Reverendo Padre Don Giovanni Crisostomo Scarfò, Priore, al Molto Reverendo Padre Don Filareto Rizzo, Procuratore, e agli altri Padri della comunità del medesimo Venerabile Monastero, ed espongono di aver ottenuto nei giorni scorsi il Regio Assenso della Sacra Regia Maestà e del suo Regio Collaterale Consiglio, che specificamente delega e commissiona la compilazione della nuova Platea, ossia dell'Inventario Universale di tutti i beni del detto Venerabile Monastero, nella persona dello stesso Signor Don Antonio Grimaldi, come queste e altre disposizioni più ampiamente appaiono dal detto Regio Assenso, che essi esibiscono in originale. Volendo pertanto le medesime parti comparse che la citata Platea sia redatta con efficacia legittima e autentica, nella forma più ampia e legale: per questo motivo istano affinché, in osservanza del citato Regio Assenso da parte dello stesso Signor Delegato, siano citati tutti gli interessati, vale a dire i debitori certi, sia personalmente sia presso il loro domicilio, e parimenti gli interessati o chiunque avanzi pretese, nonché i possessori dei beni stabili confinanti, limitrofi o adiacenti ai beni del predetto Monastero, mediante bando pubblico o tramite affissione delle citazioni nei luoghi soliti e consueti di questa Città e degli altri luoghi in cui i beni medesimi si trovano situati e posti; e successivamente ordinò che si scrivesse, si procedesse nei registri e si mettesse in bella copia da parte degli attuari. Pertanto, eseguite le ricognizioni e le comparizioni sui luoghi a nome del detto Venerabile Monastero, delle quali i proprietari confinanti hanno fermamente confermato i confini, il medesimo delegato ha pronunciato la validità dell'atto... da esibire in qualunque tempo e ogniqualvolta sia necessario, e così ha approvato e ordinato, fatti salvi i diritti ecc., ma in ogni altro modo migliore. Fatto il giorno dieci del mese di Febbraio dell'anno millesettecentotrentacinque, nella Città di Seminara. Sottoscritto alla presenza dei testimoni. Così è, io Notaio Giuseppe Antonio Lanzo della Città di Seminara, Notaio pubblico per Regia Autorità e per la Curia Arcivescovile, qui mi sono sottoscritto e, richiestone, ho apposto in fede il mio solito segno di tabellionato. Così è, Notaio Lanzo.
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Traduzione, Nota Paleografica ed Esegesi Storico-Giuridica
1. Traduzione in Italiano Corrente (Fluida e Letterale)
Davanti all'infrascritto Signor Dottore nell'uno e nell'altro diritto [U.J.D.] Don Antonio Grimaldi di questa fedelissima Città di Seminara, nella Provincia di Calabria Ulteriore, sono comparsi il Reverendissimo Padre Eccellente Don Filareto Agostini di Mammola, Abate a vita [Vitalis] del Monastero di San Filareto dell'Ordine di San Basilio Magno della predetta Città, insieme al Maestro in Sacra Teologia il Molto Reverendo Padre Don Giovanni Crisostomo Scarfò, Priore, al Molto Reverendo Padre Don Filareto Rizzo, Procuratore, e agli altri Padri componenti la
comunità [de Familia] del medesimo Venerabile Monastero.
Ed essi espongono di aver ottenuto nei giorni scorsi il Regio Assenso della Sacra Regia Maestà [Carlo III di Borbone] e del suo Regio Collaterale Consiglio, il quale specificamente delega e commissiona la compilazione della nuova Platea, ossia dell’Inventario Universale di tutti i beni del detto Venerabile Monastero, nella persona dello stesso Signor Don Antonio Grimaldi, come queste e altre disposizioni più ampiamente appaiono dal citato Regio Assenso, che essi esibiscono in originale.
Volendo pertanto le medesime parti comparse che la citata Platea sia redatta con efficacia legittima e autentica, nella forma più ampia e legale: per questo motivo istano affinché, in osservanza del citato Regio Assenso da parte dello stesso Signor Delegato, siano citati [citentur] tutti gli interessati, vale a dire i debitori certi, sia personalmente sia presso il loro domicilio, e parimenti gli interessati o chiunque avanzi pretese, nonché i possessori dei beni stabili confinanti, limitrofi o adiacenti ai beni del predetto Monastero, mediante bando pubblico [per Proclama] o tramite affissione delle citazioni nei luoghi soliti e consueti di questa Città e degli altri luoghi in cui i beni medesimi si trovano situati e posti; e successivamente ordinò che si scrivesse, si procedesse nei registri e si mettesse in bella copia da parte degli attuari.
Pertanto, eseguite le ricognizioni e le comparizioni sui luoghi a nome del detto Venerabile Monastero, delle quali i proprietari confinanti hanno fermamente confermato i confini, il medesimo delegato ha pronunciato la validità dell'atto... da esibire in qualunque tempo e ogniqualvolta sia necessario, e così ha approvato e ordinato, fatti salvi i diritti ecc., ma in ogni altro modo migliore.
Fatto il giorno dieci del mese di Febbraio dell'anno millesettecentotrentacinque, nella Città di Seminara. Sottoscritto alla presenza dei testimoni.
Così è, io Notaio Giuseppe Antonio Lanza della Città di Seminara, Notaio pubblico per Regia Autorità e per la Curia Arcivescovile, qui mi sono sottoscritto e, richiestone, ho apposto in fede il mio solito segno di tabellionato.
Così è, Notaio Lanza.
2. Nota Paleografica e Diplomatica (Il "Vero Testo Visivo")
- La Scrittura Cancellera Settecentesca: Il testo esibisce una tipica corsiva cancelleresca italiana della prima metà del Settecento, caratterizzata da un ductus fluido ma fortemente ancorato a moduli geometrici regolari. L'inchiostro ferrogallico, sebbene presenti fenomeni di ossidazione e passata dal verso del foglio, mantiene un'eccellente incisione del tratto.
- L'Enigma delle Abbreviazioni e Fonetica: Si riscontra l'uso sistematico di contrazioni giuridiche ed ecclesiastiche, tra cui spicca U.J.D. (Utriusque Juris Doctor) e l'abbreviazione PP. per Patres. Dal punto di vista fonetico-notarile, la caduta della nasale nella parola Iventarii (rigo 9-10) testimonia la consuetudine dei rogatari meridionali di omettere il tilde (la linea superiore di sospensione), adeguando la grafia alla pronuncia nasale attenuata del tempo.
- I Segni di Tabellionato: L'elemento visivo preminente è costituito dai signa tabellionis del Notaio Lanza in calce al rigo 26. La grande voluta geometrica intrecciata a sinistra e la stella a otto punte sulla destra non sono semplici decorazioni, ma rappresentano l'estensione grafica della publica fides. Nell'assetto corporativo dei notai per Regia Autorità, tali segni venivano registrati presso i tribunali del Vicereame come firme grafiche uniche, immodificabili e protette contro la contraffazione.
3. Esegesi Storico-Prosopografica (L'Identità del Priore Scarfò)
La ricaduta storica più dirompente della pagina risiede nell'identificazione del Priore: il Maestro in Sacra Teologia Don Giovanni Crisostomo Scarfò (1679-1740).
La storiografia letteraria e scientifica meridionale ricorda lo Scarfò come una delle menti più brillanti e discusse dell'Ordine Basiliano. Uomo di sterminata cultura, grecista raffinato ed editore di codici antichi, la sua figura fu perennemente circondata da furiose polemiche accademiche ed ecclesiastiche che lo bollarono ripetutamente come "plagiario" e intellettuale spregiudicato.
Trovare lo Scarfò a Seminara nel febbraio del 1735 in qualità di Priore del Monastero di San Filareto — proprio mentre l'U.J.D. Antonio Grimaldi avvia la stesura del volume — getta una luce del tutto nuova sulle dinamiche culturali del borgo prima del terremoto. È del tutto probabile che l'altissimo livello formale, l'eleganza dell'antiporta calcografica e il rigore geometrico della Platea siano stati concepiti ed esigiti proprio sotto la regia e l'ambizione intellettuale dello Scarfò, intenzionato a esibire la potenza economica e giurisdizionale del suo cenobio dinnanzi alle magistrature napoletane e alla dinastia degli Spinelli.
4. Analisi Giuridico-Amministrativa e Comparazione con il Diritto Vigente
Nell'ordinamento del Regno di Napoli, questo strumento del 1735 non è una semplice memoria patrimoniale privata, ma un Atto pubblico asseverato di rilevanza statale, emanato in forza di un Regio Assenso e convalidato dal Regio Collaterale Consiglio (il massimo organo politico-giuridico del Vicereame).
Il modus operandi dell'U.J.D. Antonio Grimaldi risponde a un rigoroso principio di garanzia e trasparenza giurisdizionale. L'ordine di citazione al congiuntivo esortativo (citentur, rigo 12) imponeva la convocazione in contraddittorio sul terreno non solo dei debitori, ma di tutti i proprietari confinanti (latisantes proprietarii). Le notifiche venivano eseguite capillarmente sia ad personam presso il domicilio, sia mediante affissione pubblica (per Proclama) nei luoghi soliti del mercato e delle piazze civiche. Questo impediva ai laici e ai baroni di contestare ex post i confini del feudo ecclesiastico.
- Il Parallelo con il Diritto Moderno: Nel diritto amministrativo ed ecclesiastico contemporaneo, la Pagina 7 corrisponde esattamente a un Verbale di asseverazione, validazione e accertamento confinitario in contraddittorio dei beni immobili di un Ente Morale.
- Esattamente come oggi un Comune o un'Amministrazione Diocesana, per mettere a bando o censire i propri terreni, incarica un funzionario o un perito abilitato (un ingegnere o un notaio) affinché esegua i rilievi sul campo convocando formalmente i proprietari dei fondi limitrofi e depositi l'atto con efficacia esecutiva, così nel 1735 Carlo III di Borbone delegava il Grimaldi per blindare la proprietà dei Basiliani.
- Il signum tabellionis a stella del Notaio Lanza (rigo 24-26) equivale storicamente all'odierno Sigillo della Repubblica Italiana e alla Firma Digitale Autenticata con Marca Temporale. Conferisce all'intero registro contabile e agrario il valore giuridico di titolo esecutivo inoppugnabile, idoneo a fare piena prova davanti a qualunque tribunale dello Stato.
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