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mercoledì 7 ottobre 2026

COVALA, , p. 8.5


La relazione Lofaro reca la data dell'8 ottobre 1905, ma  si riallaccia ad una controversia che si estende lungo cinque secoli: dalla fine del Cinquecento alla prima metà del Novecento. Oggi per noi l'interesse a questa controversia non è di natura processuale, ma storico. Ed è per questo che l'investigazione di ogni notizia contenuta nei fascicoli processuali superstiti potrà fornirci nuovi elementi di conoscenza della nostra storia patria. Compatibilmente con le risorse disponibili, che si cerca di incrementare con la promozione del 5x1000 e di ogni altra strada percorribile, bandi pubblici e donazioni, nonché andando alla ricerca di eventuali archivi privati accessibili, questo nostro piano di edizione mira a rimettere insieme le disiecta membra della storia di Seminara, intesa non con impostazione campanilistica e limitante, ma in un quadro storico unitario che si estende a sfere sempre più ampie ed acquista significato e valore universale.

• Ad integrazione della pagina 8 della Relazione Lofaro pubblichiamo e commentiamo le singole pagine della sentenza N° 25 dell'8 giugno 1810 emanata dalla Suprema Commissione Feudale e pubblicata nel Bullettino, a stampa nel volume del mese di giugno 1810, p. 226 ss. I fascicoli processuali delle sentenze della Commissione Feudale sono andati purtroppo andati distrutti nell'incendio del 1943 e ciò che oggi ci resta è il solo testo a stampa delle sente. Questa è la quinta pagina della Sentenza.  

Pag. 8.5

(230)
che prima esisteva il torrione della Città.
Considerando sull’ottavo, che caduta col tremuoto del 1783 la terra di Palme, si costrusse la nuova secondo la pianta che allora ne fu fatta, ed avendo la Principessa occupato del suolo contenuto nella pianta medesima, è giusto che lo restituisse.
Considerando sulla nona dimanda che essendo stata distrutta dal tremuoto la torre che prima era addetta per uso del carcere, dee per conseguenza cessare l’annuo canone di ducati 15, che prima abusivamente si faceva corrispondere dall’ Università.
Considerando che quantunque l'Università avesse avuto giusto motivo di sostenere che i corpi giurisdizionali di bagliva, dogana, e catapania fossero di sua appartenenza, perchè espressamente eccettuati con parlamento , allorchè fece la donazione al Fisco della giurisdizione, che fu poi comprata dai Conclublet
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Traduzione in Italiano Corrente ed Esegesi Giuridica
[Continuazione del Punto 7]: "...[e dove ha asserito] che in precedenza sorgeva il torrione di fortificazione della Città.
Considerando sull'ottava domanda: [Rilevato] che, essendo la vecchia città di Palmi interamente crollata a causa del terremoto del 1783, il nuovo centro urbano fu edificato in base alla pianta regolatrice redatta in quell'occasione; poiché la Principessa ha indebitamente occupato del suolo pubblico incluso e vincolato in tale mappa, è del tutto giusto che ella lo restituisca al Comune.
  • Comparazione odierna: I magistrati murattiani applicano il principio della conformità urbanistica e del rispetto del Piano Regolatore Generale. La mappa borbonica post-1783 viene usata come prova del demanio stradale: se la Principessa ha edificato fuori dai confini privati violando il disegno urbano pubblico, scatta l'ordine di ripristino dello stato dei luoghi.
Considerando sulla nona domanda: [Rilevato] che, essendo stata rasa al suolo dal terremoto la torre precedentemente adibita a carcere cittadino, deve di conseguenza cessare il pagamento del canone annuo di 15 ducati che l'ex feudataria, in modo del tutto abusivo, continuava a pretendere dall'amministrazione comunale.
  • Comparazione odierna: È la sanzione formale dell'estinzione del canone per la distruzione della cosa locata, denunciando l'assurdità del fiscalismo feudale che esigeva affitti sulle macerie.
Considerando [sulla decima domanda e sulla storia dei passaggi di mano]: [Rilevato] che, sebbene l'Università (il Comune) avesse avuto fondate ragioni giuridiche per sostenere che i diritti feudali (corpi giurisdizionali) di bagliva, dogana e catapania appartenessero alla comunità — poiché esplicitamente trattenuti e messi al sicuro tramite delibera parlamentare cittadina all'atto della rinuncia della giurisdizione in favore del Regio Fisco, la quale fu successivamente acquistata dai Con- [La parola si interrompe sul nome dei Concublet Marchese d'Arena].
  • Nota Storico-Giuridica: Qui i magistrati del 1810 danno ragione storica a Palmi! Riconoscono che quando i palmesi si staccarono da Seminara e donarono la giurisdizione al Re, l'antico Parlamento cittadino aveva blindato e messo al sicuro (eccettuati) i diritti di bagliva, dogana e catapania per sottrarli al barone, prima che la Corona vendesse tutto ai Concublet.
Note Tipografiche, Diplomatiche e Storiche
  • Raccordo e Struttura Tipografica: Il primo rigo salda la frase sospesa a pagina 229: «...e dove ha asserito / che prima esisteva il torrione della Città.» In calce a destra, la parola di richiamo è «Con-», che anticipa il nome della famiglia Concublet nella successiva pagina 231.
  • Evidenze Storico-Urbanistiche (La Pianta del 1783): Il testo offre una straordinaria testimonianza del diritto urbanistico borbonico. Cita espressamente la ricostruzione ex novo della «terra di Palme» avvenuta «secondo la pianta che allora ne fu fatta» dopo il cataclisma del 1783, elevando la mappa a documento probatorio vincolante contro l'abusivismo della Principessa.
  • Fenomeni Ortografici della Lingua del 1810:
    • Si rileva la forma verbale arcaica «dee» in luogo di «deve».
    • Mantenuto il nesso «allorché» separato tipograficamente in «allor- / chè».
    • Persiste l'oscillazione grafica del termine «tremuoto».
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Una questione aperta: di quale Torre si tratta? 
 
Di questa che si vede nel Bassorilievo cinqueencentesco? Vedi immagine? E dopo la separazione tra Seminara e Palmi era passata nel territorio di Palmi? Oggi esiste una Via di Torre Spinelli che separa il terreno amministrativo di Seminara da quello di Palmi. e dove nel 1672 si svolse una "battaglia" fra palmesi e seminaresi con tanto di morto: era una contesa per il possesso della Torre? Storicamente, di torri nel territorio se ne conoscono due: una rimasta ancora intatta, interna al Parco dei Taureani, e chiaramente strutturata come torre di avvistamento per possibili incursione saracene. L'altra Torre andata distrutta, visibile dalla torre di guarda dalla quale poteva ricevere messaggi di fuochi, appare essere un edificio vero e proprio che poteva ben essere adibito ad uso di prigione, ma presumibilmente quando era cessato il pericolo saracena e poteva essere ben adibita a prigione. Se Palmi pagava per questo uso ciò signific che la Torre cadeva sotto giurisidizione di Palmi, a meno l'uso di prigione non venisse condiviso con l'Università di Seminara, ed anche questa contribuisse alle spese, ma diamo tutto ciò come ipotesi di lavoro e di ricerca. Purtroppo i fascicoli processuali della sentenza sono andati distrutti dallo sciagurato incendio nell'Archivo di Stato di Napoli dove è andato persa non poca della nostra storia.










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