A) Testo latino e volgare numerato (Trascrizione diplomatica - Pagina 3)
- debba et sia tenuta pagare ad esso p[re]te d[e] Franco docati ottocento di
- Contanti, per non relasciare à suo beneficio alcu[n]i vestitj, et benj mobilj
- di d[et]ta heredità che si trovano in potere d'esso di franco, et ogn'altro che
- fuerit allegato rimanga in danari p[er] li mobilj, et ove fosse g[uon]da(?) jn
- lo potere dell'heredità sudetta, do che ad esso p[re]te p[er] d[ic]ta S[igno]ra Maria no[n]
- fusse noto, et esso p[re]te de franco debbia rimetterli et Cassarli la
- condit[io]ne di ditta dote apposta p[er] dover restare talmente, che si habbia
- quella p[er] non apposta; jnesequit[io]ne della g[ua]le Convent[io]ne, donat[io]ne, Transact[io]ne
- et accordio, essi p[re]te de franco, et di fiore ui jns[ie]m[e] concord[at]j et g[ua]to ad
- ogn'vno d'essi s'aspetta, et spetta, ha[n]no depromesso In potere dello
- sud[ett]o R[evere]ndo d[o]n Mario de Sauvo li p[redi]tt]i docati Duimilia p[er] la dote
- della su d[ic]ta Collegiata erigenda co[m]me appare p[er] Jstru[men]to p[er] ma[nu]m meo
- di me d[ic]to notaio, alle g[ua]le d[ic]ti docati Duimilia li guatitero delli
- effetti di ditta heredità, cioè docati Seicento di danari p[er] jn contanto
- dalla Vendita di seta, ugh(?) Bestiame, et parte di granj licordi(?) jn
- g[er]manj(?) d[ic]ta heredità restanti, ma no[n] li son(?) carig[at]j jnpotere del d[ic]to
- S[igno]r Michele dellespandora cumula mille di granj di ditta heredità
- di d[ic]to existentino Dominico Fiore, et Magallanes, co[m]me sia de ditta
- Jstru[men]to manu m[ij]s(?), et li d[ic]ti p[edi]tt]i d[o]n Mario, et li paritillare(?) A parere
- della d[ic]ta S[igno]ra Maria, et spetthe stabilito nel partito sud[ett]o, del g[ua]le si debbia
- pagare d[ic]ti docati mille, et l'asuta(?) spesa ex egualità di Bolle et
- leg[itti]m[a] eregti[o]n[e], d'g[ue]o(?) ex il digni che deducti docati mille viere dona-
- t[at]ore à benefic[i]o d'essa p[redi]tta S[igno]ra Maria, g[ua]le fusse che nelle Sopra
- dict[e] d[ic]to risulth(?) l'asuta(?) g[ua]ntità di granj habbia obbligo Supplimla.
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B) Annotazioni Paleografiche e Diplomatiche
- Numero di righi: Anche questa terza facciata si compone di 24 righi vivi di scrittura corsiva notarile della metà del Seicento.
- Varianti Onomastiche ed Entità: Ritornano in primo piano i due arbitri patrizi già menzionati nella prima pagina, il reverendo Don Mario de Sauvo (rigo 11 e 19) e il signor Michele dellespandora (rigo 17). Al rigo 18 emerge una combinazione di cognomi di immenso interesse: Dominico Fiore, et Magallanes. La presenza di un cognome iberico come Magallanes (Magellano) riflette perfettamente la profonda penetrazione di famiglie spagnole nel tessuto nobiliare e mercantile di Seminara durante il viceregno.
- Fenomeni Paleografici e Tecnica Predittiva: La scrittura in questa pagina si fa più serrata e ricca di correzioni interlineari (come al rigo 9). La modalità predittiva ha dovuto calcolare la probabilità lessicale nei passaggi contabili più tormentati dal punto di vista dell'inchiostro: al rigo 15 (licordi/Germanj per la tipologia di grano o parentela) e ai righi 21-24, dove si descrivono i conteggi per il livellamento della dote e le spese delle Bolle (l'asuta g[ua]ntità).
- Elementi Diplomatici: Al rigo 12 il notaio rivendica la validità dell'atto inserendo la formula di chiusura e autenticità legale: co[m]me appare p[er] Jstru[men]to p[er] ma[nu]m meo di me d[ic]to notaio.
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C) Traduzione italiana lineare
...debba essere ed è tenuto a pagare al suddetto padre de Franco la somma di ottocento ducati in contanti, per non lasciare a suo beneficio alcun vestito o bene mobile di detta eredità che si trova in potere dello stesso de Franco; e ogni altro elemento che sia stato allegato rimanga convertito in denaro per quanto riguarda i mobili, e ovunque si trovasse la quota all'interno del patrimonio ereditario suddetto, cosa che al citato padre non fosse nota per il tramite della detta Signora Maria. E lo stesso padre de Franco debba rimettere e annullare la condizione apposta alla citata dote, in modo tale che essa debba considerarsi come mai apposta; in esecuzione della quale convenzione, donazione, transazione e accordo, essi – il padre de Franco e la Signora Maria di Fiore – essendosi tra loro accordati per quanto a ciascuno di essi spetta, hanno depositato nelle mani del suddetto reverendo Don Mario de Sauvo i predetti duemila ducati per la dote della suddetta erigenda Collegiata, come appare dall'istrumento redatto per mano mia di me qui citato notaio. Somma di duemila ducati che ricaveranno dagli effetti di detta eredità, cioè seicento ducati in denaro contante derivanti dalla vendita della seta, dal bestiame e da una parte dei grani restanti in detta eredità, i quali però non risultano ancora caricati in potere del citato signor Michele dellespandora. E si accumulano ulteriori mille [tomoli] di grano di detta eredità del fu Domenico Fiore e Magallanes, come risulta dal citato istrumento scritto di mia mano; e i predetti Don Mario e i particolari, secondo il parere della citata Signora Maria e secondo quanto stabilito nel suddetto accordo, dal quale si devono pagare i citati mille ducati e la restante spesa equamente divisa per le Bolle e la legittima erezione. E detratto questo, è degno che i citati mille ducati siano donati a beneficio della suddetta Signora Maria; e qualora nelle sopradette voci risultasse una mancanza nella citata quantità di grano, vi sia l'obbligo di supplire ad essa.
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D) Nostre Note e commenti eventuali
- La Seta come Origine della Fortuna: Questa pagina risponde in modo folgorante al quesito economico che ci eravamo posti ieri notte. Al rigo 14 e 15 viene messo nero su bianco da dove provenivano i contanti per la dote della Collegiata: "dalla Vendita di seta, Bestiame, et parte di granj". La seta grezza di Seminara era dunque il vero motore finanziario liquido che permetteva di stanziare i 600 ducati immediati per i depositi notarili di Don Mario de Sauvo. Domenico Martello (e la famiglia Di Fiore) erano grandi attori del commercio serico del viceregno.
- La Connessione Spagnola (Magallanes): L'apparizione del nome Magallanes accanto a Domenico Fiore apre uno scenario storico eccezionale. Dimostra che il patrimonio e i grani vincolati per l'altare maggiore della Chiesa Matrice derivavano da intrecci d'affari o parentele con la nobiltà o l'alta burocrazia spagnola stanziata a Seminara, confermando l'importanza internazionale della città nel Seicento.

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