A pagina 5 della relazione Lofaro si fa menzione e rinvio ad una sentenza della Commissione feudale del 1° agosto 1810, la N° 3 del mese di agosto: la numerazione delle sentenze è data per singolo mese, non per anno. Esiste però una precedente sentenza della stessa Suprema Commissione feudale emessa in data 5 aprile 1810m con N° 19. Vengono da noi qui pubblicate entrambe, riprese dal Bullettino (a stampa) delle sentenze emanate dalla Suprema Commissione per le liti fra i già baroni ed i comuni. In Napoli, presso l'Archivio di Stato, ulteriori ricerche nelle carte e nei fascicoli processuali potranno consentire di acquisire una ricca messe di dati oggi per noi di grande interesse storico. Ciò sarà possibile se la Società di Storia Patria disporrà di maggiori risorse provenienti dalla donazione dei 5x1000, dai finanziamenti di bandi regionali che quest'anno sono stati cancellati dal bilancio dello Stato, più interessato al finanziamento della guerra, e in ogni tempodalle libere donazioni dei cittadini tramite bonifico con la causale "donazione". Il percorso storico della controversia si estende lungo l'arco di cinque secoli, dagli ultimo scorci del Cinquecento fino alla prima metà del Novecento. Oggi per noi l'interesse non è di natura processuale, ma storico. Ed è per questo che l'investigazione ogni notizia contenuta nei fascicoli processuali superstiti può fornirci nuovi elementi di conoscenza della nostra storia patria.
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Sentenza N° 19 del 5 Aprile 1810,
pag, 97
A dì 5 Aprile 1810.
Tra ’l Comune di Seminara in Provincia di Calabria Ulteriore, patrocinato dal signor Giovanni Franco ;
E ’l Duca di Bagnara, patrocinato dal signor Francesco Santangelo.
Sul rapporto del signor Giudice Pedicini.
Il Principe di Cariati nel 1594 vendè il feudo di Seminara al Conte di Sinopoli pel prezzo di ducati 100 mila.
L’ Università di Seminara domandò in forza della Prammatica tra l’anno della vendita di esser preferita, ed ebbe accordata la prelazione, ma per eseguire la compra dovè gravarsi di debiti
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NOTA CRITICA A MARGINE DELLA SENTENZA N° 19, 5 APRILE 1810
A cura della Società Seminarese di Storia Patria ODV
La pubblicazione della sentenza N° 19 del 5 aprile 1810 offre un tassello documentario di straordinaria importanza per ridefinire la storia istituzionale ed economica di Seminara. Il testo del Bullettino, istruito dal Giudice Pedicini, vede contrapposti il Comune di Seminara (patrocinato da Giovanni Franco) e il Duca di Bagnara (difeso da Francesco Santangelo) in una controversia demaniale che affonda le sue radici alla fine del XVI secolo.
Il documento fissa un punto cronologico incontrovertibile: nel 1594, il Principe di Cariati alienò il feudo di Seminara al Conte di Sinopoli per l'ingente somma di 100.000 ducati. La reazione dell'Università di Seminara fu immediata e pienamente legittimata sul piano del diritto vicereale: avvalendosi delle prerogative regie (in forza della Prammatica), la cittadinanza richiese e ottenne il diritto di prelazione entro l'anno dall'atto di vendita, per sottrarsi alla nuova giurisdizione feudale e riacquistare la propria libertà demaniale.
Tuttavia, il risvolto economico di questa storica operazione di riscatto si rivelò drammatico per le casse pubbliche. Per far fronte al pagamento dei 100.000 ducati (1), l'Università fu costretta a gravarsi di un imponente sistema di debiti e censi. Questo indebitamento secolare, come emerge chiaramente dalle successive inchieste della Relazione Lofaro, compromise la stabilità finanziaria del Comune e aprì la strada alle progressive usurpazioni dei terreni civici – tra cui il demanio di Covala – da parte dei grandi proprietari confinanti nei due secoli successivi.
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(1) per avere un termine di confronto si consideri che la somma, pur ingente, che Domenico Martello aveva lasciato i.n testamento nel 1658 per la fondazione della collegiata di Seminara con otto canonici era di 2000 ducati, e dalla vendita del bosco di Covala si ricavano 950 ducati.
(2) Il signor Giovanni Franco, patrocinatore del Comune di Seminara nel 1810, appartiene presumibilmente a quella distinta élite di professionisti e legali della storica famiglia Franco di Seminara, ampiamente attestata nei catasti e nei registri notarili d'antico regime per la gestione di affari civili e controversie feudali nella Calabria Ulteriore.

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