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mercoledì 16 settembre 2026

II. Sezione Seconda: il Testamento del Beato Leone: b) Testamento, p. 8 (6vbis-)

Copia. 

Testamento

 del Mag[nifi]co R[everen]do P[ad]re Fra Benedetto de Leone di Seminara

 Per la Fondazione del S[acro] R[egio] Monte della Pietà

Testamentum. In Dei nomine conditum, et confirmatum, per Venerabilem fratrem Benedictum de Seminara Provincia Calabria in seculo vocatum Marcum Antonium de Leone de Civitate Seminaria Provincia Calabriae ut dixit, et ad praesens existentem in Novitiatu, in Monasterio Ecclesiae Sancti Francisci de Cappuccinis in Caserta. 

Die vigesima Mensis Martij decimaquarta Indictione 1586 in dicto Monasterio Sancti Francisci coram nobis Judice Notario, et testibus opportunis testamur, qualiter praedicto die ad requisitionem oretenus cum instantia factam nobis praedictis Judice, Notario, et testibus pro parte dicti Venerabilis Fratris Benedicti in seculo vocati Marci Antonii de Leone Civitatis Seminariae existentis in Novitiatu in dicto Monasterio Sancti Francisci de Cappuccinis de Caserta personaliter accessimus ad dictum Monasterium, et ubi ibidem ejusmet invenimus dictum Venerabilem Patrem fratrem Benedictum una, et simul cum Patre fratre Cornelio de Santa Cristina ad praesens Guardiano, et Magistro Novitiorum in dicto Monasterio sanum mente, et corpore, et in recta disposizione, et memoria, qui sponte aperuit coram nobis cum authoritate, et expresso consensu, praesentia et voluntate Patre fratis Cornelij ut supra Guardiani, et Magistri Novitiorum ibidem praesentis, et eandem auctoritatem consensum, et voluntatem praestantes dantes, et concedentes ipsum fratrem Benedictum ex gratia Omnipotentis Dei ingressum habuisse in praedicto Ordinem, et Religionem Sancti Francisci de Cappucinis, et stetisse in Novitiatu in dicto Monasterio cum abito ejusdem Ordinis per Annum Continuum, et gratia ipsius Sancti....

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NOTE  PALEOGRAFICHE E DIPLOMATICHE

In attesa di Nulla Osta

(1) Natura e collocazione dell'Incipit: Questo foglio rappresenta la vera e propria "porta d'ingresso" e l'esordio formale del Testamento del Beato Leone del 1586. La pagina si apre con un titolo in volgare settecentesco apposto dai cancellieri del Monte per l'istruttoria dinanzi alla Cassa Sacra («Copia / Testamento del Magnifico Alto Prode Fra Benedetto de Leone...»), a cui segue immediatamente l'invocazione solenne in latino cinquecentesco («Testamentum. In Dei nomine conditum...»).

(2) La rivelazione topografica del Noviziato di Caserta: Sotto il profilo biografico e storico-ecclesiastico, il testo scardina una secolare tradizione orale locale, fissando la data e il luogo esatto di redazione dell'atto. Il Beato Leone non si trovava in Calabria, ma dettava le sue ultime volontà il 20 Marzo 1586 all'interno del «Novitiato, in Monasterio Ecclesiae Sancti Francisci de Cappuccinis in Caserta», sotto la vigilanza del Padre Guardiano e Maestro dei Novizi frate Cornelio da Santa Cristina.
(3) Il valore giuridico del termine "Oretenus": La lettura autoptica del termine «oretenus» (avverbio latino indicante un atto compiuto "a viva voce", "oralmente") costituisce un recupero filologico di eccezionale rilievo storiografico. Essa certifica che l'intero apparato giudiziario (Giudice e Notaio) si era mosso ed era entrato nel Convento di Caserta a seguito di una formale istanza verbale del testatore, accordandosi perfettamente con la natura strettamente nuncupativa dell'atto.
(4) L'uso dei compendi di contrazione ("Existentem"): Sotto il profilo paleografico, la desinenza finale della parola «existentem» presenta un netto titulus (tratto ricurvo di compendio) sopra la vocale finale -e. Questa abbreviazione grafica si scioglie obbligatoriamente all'accusativo singolare maschile, ponendosi in perfetta concordanza sintattica con il nome secolare del testatore situato poche parole prima (Marcum Antonium de Leone), oggetto della proposizione oggettiva retta dal verbo «invenimus».
(5) Evidenza autoptica della formula di sanità: L'analisi diretta del testo rivela l'uso della formula mista all'ablativo di limitazione «mente, et corpore» (sano di mente e di corpo), tracciata dal notaio con assoluta nettezza grafica. Questa scelta linguistica dimostra la libertà stilistica della cancelleria notarile cinquecentesca nel verbalizzare la piena capacità intellettiva e di memoria del testatore prima della professione solenne.
(6) Prassi di sicurezza e linee di rispetto: Si osserva l'inserimento di una lunghissima linea retta d'inchiostro che attraversa l'intero specchio della pagina subito dopo la parola «Caserta». Questa prassi diplomatica, comune ai notai di diritto pubblico, serviva a sigillare lo spazio bianco residuo della riga, impedendo l'aggiunta fraudolenta di clausole o codicilli apocrifi in un secondo momento.

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TRADUZIONE ITALIANA CONTINUA

Copia. Testamento del Magnifico Reverendissimo Padre Fra Benedetto de Leone di Seminara Per la Fondazione del Sacro Regio Monte della Pietà. 6. Testamento. 

Nel nome di Dio, redatto e confermato per mano del Venerabile frate Benedetto da Seminara, della Provincia di Calabria, al secolo chiamato Marco Antonio de Leone della Città di Seminara, Provincia di Calabria, come egli stesso ha dichiarato, e al presente residente in Noviziato, nel Monasterio della Chiesa di San Francesco dei Cappuccini in Caserta. 

Il giorno venti del mese di Marzo, quattordicesima Indizione, 1586, nel detto Monastero di San Francesco, dinanzi a noi Giudice, Notaro e testimoni idonei, attestiamo come, nel medesimo giorno, su richiesta verbale fatta con insistenza a noi predetti Giudice, Notaro e testimoni da parte del detto Venerabile Frate Benedetto, al secolo chiamato Marco Antonio de Leone di Città di Seminara, residente in Noviziato nel detto Monastero di San Francesco dei Cappuccini di Caserta, ci siamo recati personalmente al detto Monastero. E lì, nel medesimo luogo, abbiamo trovato il detto Venerabile Padre frate Benedetto insieme e contemporaneamente al Padre frate Cornelio da Santa Cristina, al presente Guardiano e Maestro dei Novizi nel detto Monastero, sano di mente e di corpo, e in retta disposizione e memoria. Il quale spontaneamente ha manifestato dinanzi a noi, con l'autorità, l'espresso consenso, la presenza e la volontà del Padre frate Cornelio, come sopra Guardiano e Maestro dei Novizi ivi presente – i quali prestano, danno e concedono la medesima autorità, consenso e volontà – che esso frate Benedetto, per grazia di Dio Onnipotente, ha fatto ingresso nel predetto Ordine e Religione di San Francesco dei Cappuccini, e di essere rimasto in Noviziato nel detto Monastero con l'abito del medesimo Ordine per un anno continuo, e per grazia dello stesso Santo...

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NOTE E COMMENTO

• Da sviluppare

• Testo in revisione e rielaborazione costante-

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