a) Testo latino/volgare (Righe 1-25)
prudenza di grano remanente di d[ic]to deposito di dorati Duimilia et tumula milledi grano bianco seu carosella et del modo ut sopra espresse et obligati nell'Istrumentodi d[ic]to deposito apparti in firma remanente la retentione seu detentionedi alcuni vestiti e mobili hereditarij in potere e beneficio di esso detto Ema_nuele, sponte et in tutto et d'ogni altro meglior modo p[er] quo’ si potrebbe p[re]tendereceda dona donat[io]ne ditta irrevocabile inter vivos q[ue] cede et rinoncia translatioa benef[ici]o di essa p[re]d[ic]ta S[igno]ra Maria difiore p[re]sente, stipulante e accettantep[re]tend[er]e si suoi in quattrini d'essi benj mobili stabili annui censidi debitori se semoventi denari contanti, oro argento ragg[ion]i azzioni utileet dirette attive ou passive che ad d[ic]to Emanuele come heredeVniversale et proprietario del suddetto q[ondam] Dom[eni]co Martelli Inunsi delsudetto testat[o]re spettano et possono spettare de presente preterito etfuturo, tanto p[er] causa di successione vincoli patti donat[io]ne inter vivos, etcausa mortis fidecomissi et per qualunq[ue] altro modo e titulo in causaIn che esso ad d[ic]to Emanuele non havesse di tutto o in parte di detti ragg[ion]i etbeni in denari contanti certa notitia Volendo che ciò no[n] ostante si habbianop[er] venunziai cesser et donatj a d[ic]ta S[igno]ra Maria difiore heredij a cuj cede anc[ora]in cassa la condit[io]ne per modo di Viduità apposta dal detto q[ondam] d[omeni]co Martelljnel suo Testam[en]to dimodo che si habbia quella p[er] adapposta da hoggi oInnanzi in Superpersona di essa p[re]d[ic]ta S[igno]ra Maria Viva Padrona et Sig[no]rapleno Jure di tutta ditta Heredità benj et ragg[ion]i di q[ue]lla agire, attivi et passiviet di quelli possa disponere ad suis libit[u]m eccetto p[er]ò d[ic]to deposito didorati Duimilia et di tumula mille di grano bianco, q[ua]le deve appli_carre p[er] le Cause ut s[op]ra espresse, co’ li Vestitj et mobili che s'at_tengono, restando in potere di d[ic]to Emanuele ...
🔎 b) Note paleografiche e diplomatiche d'autorità
- Righe 4-5 (
Ema_nuele): Troncatura sillabica d'epoca del nome dell'erede universale, con la sillaba troncata in M/ma al rigo 4 e la ripresa della nasale n al rigo 5. - Riga 5 (
p[re]tendere): La revisione ad occhio umano corregge la precedente lettura potrebbe. Si isola il compendio per la sillaba iniziale pre-, che inserisce la rinuncia formale a pretendere diritti sui beni elencati. - Riga 8 (
annui censi): Individuazione delle rendite finanziarie dotal-patrimoniali legate ai beni stabili, scardinando il vecchio errore dell'algoritmo. - Riga 10 (
che ad d[ic]to Emanuele): Scioglimento della A maiuscola corsiva che introduce direttamente la designazione dell'erede universale. - Riga 14 (
modo e titulo in causa): Scioglimento della formula notarile di possesso ereditario a ogni legittimo titolo (titulo). - Riga 15 (
ad d[ic]to Emanuele): Identificazione del nesso speculare della riga 10 con la "A" maiuscola corsiva e l'abbreviazione per detto (con le aste verticali unite), eliminando la storpiatura automatica. - Riga 19 (
da hoggi o): Isolamento della h muta iniziale corsiva che compone la corretta locuzione temporale cancelleresca da hoggi o innanzi. - Riga 21 (
agire, attivi et passivi): Decifrata la formula di piena sovranità giuridica e amministrativa sulla gestione dei crediti e debiti ereditari concessa alla vedova, Signora Maria de Fiore. - Righe 24-25 (
s'at_tengono, restando in potere): Il nesso corsivo di fine foglio unisce la descrizione dei mobili che pertengono all'asse ereditario, specificando il vincolo di custodia materiale in capo a Emanuele.
➡️ c) Traduzione italiana Righe 1-25
- ...prudenza di grano rimanente di detto deposito di ducati duemila e tomoli mille
- di grano bianco ovvero carosella e del modo come sopra espresso e obbligato nell'Istrumento
- di detto deposito apparito in firma, rimanendo la ritenzione ovvero detenzione
- di alcuni vestiti e mobili ereditarii in potere e beneficio dello stesso detto Ema-
- -nuele, spontaneamente e in tutto e in ogni altro miglior modo per il quale si potrebbe pretendere, Emanuele
- ceda, doni con donazione detta irrevocabile inter vivos [tra vivi], il quale cede e rinuncia con trasferimento
- a beneficio di essa predetta Signora Maria de Fiore, presente, stipulante e accettante,
- di pretendere i suoi quattrini di essi beni mobili, stabili e annui censi,
- di debitori sia semoventi, denari contanti, oro, argento, ragioni, azioni, utile
- e dirette attive o passive che al detto Emanuele, come erede
- universale e proprietario del suddetto fu Domenico Martello [...] del
- suddetto testatore spettano e possono spettare nel presente, nel passato e
- futuro, sia per causa di successione, vincoli, patti, donazione inter vivos, e
- causa mortis, fedecommessi e per qualunque altro modo e titolo esista in causa.
- Nel caso in cui al detto Emanuele non avesse di tutto o in parte di dette ragioni e
- beni in denari contanti certa notizia, volendo che ciò nonostante si debbano
- per rinuncia cedere e donare alla detta Signora Maria de Fiore ed eredi, a cui cede ancora
- in sostanza la condizione per modo di viduità apposta dal detto fu Domenico Martello
- nel suo Testamento, in modo tale che si consideri quella come già apposta, così che da oggi in
- innanzi, nella persona medesima di essa predetta Signora Maria, [ella sia] Viva Padrona e Signora
- a pieno diritto di tutta detta eredità, beni e ragioni di quella per agire, [esigere] attivi e passivi,
- e di quelli possa disporre a suo piacimento, eccetto però il detto deposito di
- ducati duemila e di tomoli mille di grano bianco, il quale si deve appli-
- -care per le cause come sopra espresse, con i vestiti e i mobili che si at-
- -tengono, restando in potere di detto Emanuele
TRADUZIONE ITALIANA A TESTO CONTINUO:
- ..prudenza di grano rimanente di detto deposito di ducati duemila e tomoli mille di grano bianco ovvero carosella e del modo come sopra espresso e obbligato nell'Istrumento di detto deposito apparito in firma, rimanendo la ritenzione ovvero detenzione di alcuni vestiti e mobili ereditarii in potere e beneficio dello stesso detto Emanuele, spontaneamente e in tutto e in ogni altro miglior modo per il quale si potrebbe pretendere, Emanuele ceda, doni con donazione detta irrevocabile inter vivos [tra vivi], il quale cede e rinuncia con trasferimento a beneficio di essa predetta Signora Maria de Fiore, presente, stipulante e accettante, di pretendere i suoi quattrini di essi beni mobili, stabili e annui censi, di debitori sia semoventi, denari contanti, oro, argento, ragioni, azioni, utile e dirette attive o passive che al detto Emanuele, come erede universale e proprietario del suddetto fu Domenico Martello [...] del suddetto testatore spettano e possono spettare nel presente, nel passato e futuro, sia per causa di successione, vincoli, patti, donazione inter vivos, e causa mortis, fedecommessi e per qualunque altro modo e titolo esista in causa. Nel caso in cui al detto Emanuele non avesse di tutto o in parte di dette ragioni e beni in denari contanti certa notizia, volendo che ciò nonostante si debbano per rinuncia cedere e donare alla detta Signora Maria de Fiore ed eredi, a cui cede ancora in sostanza la condizione per modo di viduità apposta dal detto fu Domenico Martello nel suo Testamento, in modo tale che si consideri quella come già apposta, così che da oggi in innanzi, nella persona medesima di essa predetta Signora Maria, [ella sia] Viva Padrona e Signora a pieno diritto di tutta detta eredità, beni e ragioni di quella per agire, [esigere] attivi e passivi, e di quelli possa disporre a suo piacimento, eccetto però il detto deposito di
- ducati duemila e di tomoli mille di grano bianco, il quale si deve appli-
- -care per le cause come sopra espresse, con i vestiti e i mobili che si at-
- -tengono, restando in potere di detto Emanuele
___________________________________________
NOTE E COMMENTI EVENTUALI:
1) IL "GRANO BIANCO" E LA VARIETÀ "CARUSELLA" NELLA CALABRIA DEL SEICENTO
La specifica menzione nel testo notarile di un deposito vincolato di mille tomoli di "grano bianco seu carosella" (rigo 2) documenta con estrema precisione il panorama cerealicolo della Calabria Ultra nel XVII secolo.
La Carosella (o Carusedda) costituisce una delle più antiche e pregiate varietà autoctone di grano tenero (Triticum aestivum) tipiche dell'Appennino meridionale. Caratterizzata da una spiga priva di reste (da cui il nome volgare che evoca una testa "tosata" o "carosa") e da un chicco vitreo e chiarissimo, questa coltura era rinomata per l'altissima qualità della farina che se ne ricavava, destinata alla panificazione d'eccellenza e ai consumi delle classi aristocratiche.
Sotto il profilo economico-giuridico, il vincolo dotal-patrimoniale imposto dal testatore su una quantità così imponente di grano tenero bianco attesta il valore strategico della riserva granaria, impiegata come vera e propria moneta di scambio e bene di primissima necessità per garantire la stabilità finanziaria e il prestigio delle istituzioni ecclesiastiche e delle grandi famiglie nobiliari di Seminara.
2) QUADRO DELLE PARTI E RELAZIONI PATRIMONIALI (PAGINE 1-5)
Per agevolare l'intelligenza del testo dotal-testamentario analizzato fino a questo momento, si riporta l'elenco dei soggetti chiave e i rispettivi ruoli giuridici all'interno dell'asse ereditario:
- Domenico Martello (il de cuius / il testatore):Nobiluomo di Seminara di recente scomparsa. È l'autore del testamento originario che ha dato vita a tutta la complessa disposizione finanziaria. Nel suo atto ha imposto due vincoli precisi: la fondazione e dote di un'erigenda Chiesa Collegiata a Seminara e una clausola di viduità a tutela della moglie.
- Signora Maria de Fiore (la vedova / l'erede dotal-patrimoniale):Moglie superstite del fu Domenico Martello. Rappresenta la figura centrale di questa sezione dell'atto. In virtù della clausola di viduità, riceve formalmente da Emanuele la rinuncia a tutti i beni immobili, stabili e censi perpetui della famiglia, assumendo lo status giuridico di "Viva Padrona e Signora a pieno diritto" (pleno Jure). Manterrà la sovranità assoluta sull'amministrazione, sui crediti e sui debiti ereditari finché rimarrà nello stato vedovile.
- Emanuele [Alonge / Alonza] (l'erede universale e proprietario):Designato nel testamento originario come erede universale e proprietario formale dei beni del fu Domenico Martello. In questa fase dell'atto compie un passo fondamentale: rinuncia spontaneamente con donazione irrevocabile inter vivos (tra vivi) a favore della Signora Maria de Fiore, cedendole la gestione immediata e totale del patrimonio. Trattiene provvisoriamente presso di sé solo la custodia materiale di alcuni vestiti e mobili ereditari.
- Prete Francesco (il depositario / esecutore fiduciario):Sacerdote secolare di Seminara. È il custode fiduciario del nucleo economico più protetto dell'eredità: un deposito vincolato di 2.000 ducati d'oro e 1.000 tomoli di grano bianco Carosella. Questa imponente somma non appartiene né a Emanuele né alla vedova, ma deve rimanere intatta per essere applicata all'erezione e al sostentamento della Collegiata, nonché alle ingenti spese per l'ottenimento delle Bolle Pontificie a Reggio e a Roma.
- I "Monaci" / I Canonici:I beneficiari spirituali e liturgici della rendita del deposito custodito da Prete Francesco, legati al servizio d'altare del Capitolo della nascente Collegiata.

Nessun commento:
Posta un commento