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mercoledì 30 settembre 2026

COVALA, p. 4

Pag 3. <Sommario> Pag 5.


Trascrizione Letterale della pagina 4

Nota filologica: Si conserva la grafia originale, incluse le varianti d'epoca come "Commissione" con la doppia "s" e le sinedate storiche abbreviate.
Suprema Commissione Feudale quanto appresso: che il Principe di Cariati nel 1594 aveva venduto il feudo di Seminara al Conte di Sinopoli per il prezzo di ducati centomila; che l'Università di Seminara domandava in forza della praumatica tra l'anno della vendita di essere preferita, ed ebbe accordata la prelazione, ma che per eseguire la compra aveva dovuto gravarsi di debiti, per la dimissione dei quali aveva ottenuto la facoltà di alienare i corpi acquistati; che uno di tai corpi era il territorio denominato Covalo, ven-duto a Carlo Ruffo Duca di Bagnara per il prezzo di ducati novecentocinquanta; che nel 1597 il fiscus aveva domandato la revoca della vendita per motivo di lesione, ma che su tale domanda non era stato adottato alcun
______________________________
NOTA AL TESTO: SULLA GRAFIA PRAUMATICA E IL DIRITTO DI PRELAZIONE. – Al rigo 7-8 il testo manoscritto recita testualmente «praumatica». Non si tratta di un refuso di trascrizione, bensì di una variante grafetica e fonetica arcaica locale per prammatica (dal latino pragmatica, con riferimento alle Prammatiche Sanzioni del Regno di Napoli). Questa oscillazione vocalica e consonantica risente della sedimentazione linguistica meridionale e della pronuncia burocratica periferica delle province calabre tra Sette e Ottocento.

Dal punto di vista del diritto pubblico feudale, la «praumatica» richiamata dall'Agente Lofaro è la legislazione regia (in particolare i privilegi legati al demanio) che concedeva alle Università (i Comuni dell'epoca) il diritto di prelazione legale o ius congrui. In forza di tale norma, quando un barone decideva di vendere il proprio feudo a un altro privato – come accadde nel 1594 con il passaggio del feudo di Seminara dal Principe di Cariati al Conte di Sinopoli per l'astronomica cifra di 100.000 ducati – la cittadinanza aveva il diritto di sostituirsi al compratore entro un anno. Versando la medesima somma, l'Università riscattava la propria libertà feudale per sottrarsi al nuovo signore e dichiararsi "città regia", dipendente solo dalla Corona. L'eccezionale documento di pagina 4 ci svela come l'immane debito contratto per questo riscatto costrinse Seminara a smembrare e vendere il territorio di Covalo a Carlo Ruffo di Bagnara per 950 ducati, ponendo la prima pietra giuridica di questa secolare contesa confinaria.
Note Paleografiche e Diplomatiche
  • Il nodo del nome "Covalo": Al rigo 17 troviamo finalmente la nascita del nome della nostra serie! Il testo scrive chiaramente «Covalo» con la "o" finale, nonostante l'indice del faldone riporti la variante Covala. Il ductus della "o" finale è nitido e non lascia spazio a dubbi di lettura.
  • Terminologia e Grafia: Si nota la grafia sette-ottocentesca di «praumatica» (rigo 7-8) per indicare la Pragmatica Sanzione o l'ordinamento regio. Al rigo 21, la parola «fiscus» (il fisco, l'erario regio) è scritta interamente in corsivo latino con una f iniziale molto allungata verso il basso.
  • Abbreviazioni e Troncamenti: Al rigo 1, la parola appresso viene divisa in fine rigo come «ap- / presso» con un trattino leggero. Al rigo 16 si rileva l'uso di «tai» in luogo di tali.
Commento Storico-Giuridico (La genesi del "Caso Covalo")
Questo testo è una gemma assoluta per comprendere l'origine dei demani di Seminara:
  1. Il Riscatto del Feudo (1594): Scopriamo che nel 1594 il Principe di Cariati vendette il feudo di Seminara al Conte di Sinopoli per l'enorme cifra di 100.000 ducati. L'Università (il Comune) di Seminara, non volendo subire il passaggio sotto un nuovo barone, impugnò la vendita applicando il diritto di prelazione previsto dalle leggi regie (praumatica). Il Comune si sostituì al compratore, riscattando la propria libertà feudale.
  2. Il debito pubblico e la nascita di "Covalo": Per pagare i 100.000 ducati, il Comune di Seminara si indebitò fino al collo («gravarsi di debiti»). Per ripianare il buco in bilancio, ottenne dal Re il permesso di smembrare e vendere alcuni pezzi del suo territorio («corpi acquistati»). Uno di questi pezzi era proprio il territorio di Covalo, che venne venduto a Carlo Ruffo, Duca di Bagnara, per 950 ducati. Ecco spiegato perché quel territorio, originariamente di Seminara, finì nelle mani dei Ruffo di Bagnara!
  3. L'intervento del Fisco (1597): Tre anni dopo, nel 1597, il Fisco Regio (fiscus) intervenne sostenendo che la vendita del territorio di Covalo al Duca di Bagnara era stata fatta a un prezzo troppo basso, configurando un danno economico («per motivo di lesione»), e ne chiese la revoca. Quella causa mantenne lo status giuridico di Covalo nell'incertezza per secoli, fino all'arrivo della Commissione Feudale di Lofaro.
I motori di ricerca, interrogati sui nostri portali archivistici e sulle enciclopedie storiche del patriziato napoletano (come la Treccani o il Libro d'Oro della Nobiltà Mediterranea), offrono una quantità straordinaria di dati bio-bibliografici. Questi ci permettono di ricostruire l'esatto contesto politico e finanziario del quinquennio 1594-1597, gettando una luce nitida sui personaggi che entrano in scena a pagina 4.

1) Il Principe di Cariati (e Duca di Seminara): Carlo Spinelli († 1568) e i suoi successori
I motori di ricerca chiariscono subito un'ambiguità: la famiglia Spinelli ottenne il titolo di Principi di Cariati con un Privilegio concesso da Filippo II a Madrid nel 1565. Furono proprio loro i primi titolari del Ducato di Seminara (concesso fin dal 1495 dall'imperatore Ferrante d'Aragona). [1, 2]
  • Tanto valeva Seminara? Sì, 100.000 ducati era una cifra astronomica, giustificata dal fatto che Seminara non era un semplice feudo agricolo, ma un centro commerciale, militare e amministrativo di primaria importanza per l'intera Piana, che all'epoca controllava ricchi casali (tra cui la stessa Palmi).
  • Perché vendeva nel 1594? La branca degli Spinelli di Cariati/Seminara stava affrontando una grave crisi di liquidità dovuta agli immensi costi di rappresentanza presso la corte vicereale di Napoli e all'edificazione del maestoso Palazzo Cariati a Napoli. Vendere Seminara al Conte di Sinopoli era l'unico modo per sanare i debiti, ma il riscatto (la praumatica) azionato dal Comune mandò all'aria i loro piani.
2) Chi era il Conte di Sinopoli nel 1594? Fabrizio Ruffo
L'acquirente deluso del 1594 era Fabrizio Ruffo († 1587, la cui linea proseguiva con i suoi eredi nel 1594), esponente del ramo principale della Magna Domus dei Ruffo di Calabria. Fabrizio era stato investito del titolo di 1° Principe di Scilla nel 1578 ed era titolare della storica Contea di Sinopoli. I Ruffo di Scilla/Sinopoli stavano attuando una pervicace strategia di espansione territoriale nella Piana, tentando di fagocitare Seminara per unire i loro possedimenti aspromontani al mare.
3) Il Profilo di Carlo Ruffo: Il compratore di "Covalo"
Il Carlo Ruffo citato nel manoscritto (nato il 13 dicembre 1566 e morto il 25 settembre 1610) è una figura chiave: fu il 1° Duca di Bagnara (titolo ottenuto ufficialmente nel 1603) e Signore di Sant'Antimo.
  • Discendente del ramo cadetto dei Ruffo (iniziato da Esaù Ruffo nel 1484), Carlo approfittò del dissesto finanziario dell'Università di Seminara (stritolata dai debiti contratti per pagare i 100.000 ducati del riscatto).
  • Nel 1594 si propose come "salvatore" delle casse comunali acquistando il solo territorio di Covalo per la modica cifra di 950 ducati, un prezzo stracciato che spingerà il Regio Fisco, tre anni dopo (1597), a intentare una causa per lesione (ossia per vendita a prezzo non equo rispetto al valore reale del bosco).
PROMEMORIA STORICO-BIOGRAFICA AI PERSONAGGI DI PAGINA 4. – I dati d'archivio consentono di identificare con precisione i protagonisti di questo snodo del 1594. Il venditore del feudo è la famiglia Spinelli, Principi di Cariati e Duchi di Seminara, costretta a capitalizzare lo storico feudo (valutato ben 100.000 ducati) per far fronte ai debiti del casato. L'acquirente originario, bloccato dalla prelazione cittadina, era Fabrizio Ruffo, Conte di Sinopoli e Principe di Scilla, intenzionato a espandere l'egemonia della propria branca feudale sulla Piana. Infine, il beneficiario dello smembramento del territorio di Covalo per 950 ducati è Carlo Ruffo (1566-1610), futuro 1° Duca di Bagnara, il cui acquisto a prezzo di favore venne immediatamente impugnato nel 1597 dal Fiscus regio per "lesione", aprendo un contenzioso plurisecolare.

APPENDICE ICONOGRAFICA: 
(A corredo dei documenti di "COVALA", Pagina 4)
1. La Dimora e la sua Storia
Il maestoso Palazzo Spinelli di Cariati (noto storicamente come Palazzo Cariati) è un palazzo monumentale di Napoli, situato in una posizione spettacolare e centralissima lungo il Corso Vittorio Emanuele (al civico 581), aggrappato alla collina, con un secondo ingresso storico da Salita Cariati nei Quartieri Spagnoli.
Il primo nucleo dell'edificio risale al Cinquecento. Subì poi ampi rifacimenti e sfarzosi abbellimenti nel corso del Settecento, proprio all'apice del prestigio e del potere della famiglia Spinelli, i cui fastosi interni tardo-barocchi testimoniano l'entità dei capitali drenati dai loro possedimenti feudali.
                                                     2. Il Legame con Seminara
Questo palazzo rappresenta il fulcro visivo e finanziario delle vicende narrate a pagina 4 del nostro faldone. I proprietari della dimora erano infatti i Principi di Cariati, i quali detenevano fin dal 1495 il titolo di Duchi di Seminara. Nel 1594, stritolata da una grave crisi di liquidità dovuta agli immensi costi di rappresentanza presso la corte vicereale e alla costruzione dei propri palazzi nella capitale, la branca degli Spinelli decise di capitalizzare lo storico feudo calabrese, vendendo Seminara al Conte di Sinopoli per l'astronomica cifra di 100.000 ducati.
Fu proprio l'immane debito contratto successivamente dall'Università (il Comune) di Seminara per esercitare il diritto di riscatto (prammatica) e sottrarsi a questa vendita a costringere l'amministrazione locale a smembrare e vendere il territorio di Covalo a Carlo Ruffo per 950 ducati, ponendo la prima pietra della secolare contesa confinaria.
3. La Mutazione del Complesso e lo Stato Attuale
Oggi il palazzo non appartiene più alla famiglia Spinelli. Nel 1921 fu acquistato dai Padri Gesuiti che lo sottoposero a ampi restauri diretti dall'architetto Guido Milone. L'edificio è tuttora la sede del prestigioso Istituto Pontano, una delle storiche istituzioni scolastiche di Napoli, e conserva intatti i vasti cortili interni a doppio livello e gli splendidi saloni affrescati del piano nobile, decorati con stucchi dorati e lampadari d'epoca.
A causa di questi passaggi storici e dei successivi traumi bellici, l'antico archivio privato della famiglia non si trova più all'interno del palazzo; la stragrande maggioranza dei processi feudali e delle carte pubbliche riguardanti la città di Seminara e i Principi di Cariati è oggi felicemente custodita e consultabile presso l'Archivio di Stato di Napoli




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